Quattro matte a Madrid!

Una delle cose che preferisco fare di più è viaggiare e vedere il mondo. Fin da piccola sono sempre stata molto fortunata ad avere questa opportunità, grazie al lavoro dei miei genitori, ma sta volta non sono partita con loro.

Fin dalla maturità io e le mie migliori amiche Federica, Cristina e Caterina abbiamo sempre voluto intraprendere un viaggio all’insegna del divertimento più sfrenato, e finalmente dopo quattro anni siamo riuscite ad organizzarlo.

La nostra destinazione è stata Madrid perché Cristina si trovava già lì per il suo Erasmus, quindi avendo un appartamento disponibile ne abbiamo approfittato anche se la situazione non è andata decisamente a nostro vantaggio.

Per la valigie, volando con la Ryanair, la disponibilità di spazio era ristretta ma portando la mia Samsonite sufficientemente capiente e il mio zainetto Fiorelli, portai cambi di vestiti solamente per i primi tre giorni lasciando veramente tanto spazio per lo shopping che avremmo fatto lì.

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Il giorno Venerdì 12 Gennaio partiamo dall’aereo porto di Ciampino intorno all’ora di pranzo per arrivare in Spagna il pomeriggio tardo.

Appena arrivate facciamo la spesa al supermercato e andiamo all’appartamento per approntalo per la notte, e da una bella stanza luminosa la trasformiamo in un totale macello.

Ma perché prima ho detto che la situazione non sarebbe andata a nostro vantaggio? Semplicemente per il fatto che il materasso di riserva era più duro del marmo. Avendo un letto non troppo soffice non mi è cambiato molto dormirci sopra ma non possono dire altrettanto per le altre che, svegliandosi ogni giorno a turno con un bel mal di schiena, ripensandoci era meglio per loro dormire sul divano.

Ma nonostante questo la nostra vacanza inizia ufficialmente il giorno dopo, e quale potrebbe mai essere la prima tappa fondamentale per un vacanza (in un posto mai visitato) insieme alle proprie amiche se non una mattinata di shopping folle?

Quindi senza troppi dubbi e tantissime certezze ci dirigiamo in Gran Via e passeggiando troviamo un Primark di quattro piani dove rischiamo di spendere quasi tutto il nostro budget fin da subito, ma la cosa fondamentale era avere spazio in valigia.

E dopo un sanissimo shopping inizia la parte culturale della nostra vacanza con il Museo del Prado.

E’ stata sinceramente una visita bellissima, sicuramente molto diversa dal Metropolitan di New York, e devo dire di averlo apprezzato molto ricordandomi anche il Louvre di Parigi. Le opere al suo interno erano eccezionali creando una passeggiata storicamente affascinante, passando da un’arte più antica al Rinascimento Spagnolo fino a Goya.

Senza contare il mio debole per le manifestazioni artistiche dedicate alla Dea della Caccia, di cui ho trovato una scultura in marmo semplicemente eccezionale.

Dopo diversi piani e innumerevoli stanze una volta uscite dal Prado facciamo un salto a una cioccolateria storica di Madrid, per mangiare un pò di churros e della buonissima cioccolata calda.

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Il posto si chiama Chocolateria San Gines e se doveste mai visitare Madrid vi consiglio di andarci, anche se non siete amanti dei churros come me.

Quella stessa sera per andare a festeggiare questo piccolo ma divertentissimo viaggio siamo andate a un locale chiamato Twist & Shout Bar.

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Inutile a dire che il mio lato nerd ha iniziato a scalpitare da quando siamo entrate in quel locale, non solo per l’infinità di riferimenti a film, serie e cartoni storici ma anche per la playlist anni 80/90 che c’era di sotto fondo. L’unica cosa meno piacevole di quella serata è stata la mia emicrania che non mi ha permesso ne di bere ne di godermi a pieno la serata.

Il giorno dopo lo abbiamo dedicato tutto a una gita fuori porta prendendo un pullman per uscire da Madrid e visitare Toledo, un’antica città situata su un colle che domina le pianure della Spagna centrale.

Toledo è conosciuta principalmente per  l’abilità nell’utilizzo del ferro e per i suoi monumenti medievali arabi, ebraici e cristiani che si trovano nel centro storico.

Quel giorno ci siamo fermate a mangiare in un ristorante in cui abbiamo provato l’huevos rotos e la pernice con fagioli, due piatti tipici del luogo, davvero ottimi.

Mi è sembrata una cittadina veramente bella e intrisa di cultura e religione senza contare la bellezza del paesaggio che la circonda.

Lunedì è stata un’altra giornata dedicata alla cultura. Come prima cosa siamo passate davanti alla Puerta del Sol, poi abbiamo visitato il parco che ospita il Palacio de Cristal per spostarci al Thyssen e al Reina Sofia.

Prima però di entrare al Thyssen, come da tradizione di ogni viaggio, faccio una capatina da Starbucks per il mio frappuccino al cioccolato. Ormai lo faccio in quasi ogni viaggio come una sorta di rituale.

Entrati nel museo iniziamo subito con il piede sbagliato a causa del fatto che, non avendo  rispettato il percorso da seguire, siamo passate dai cubisti fino all’arte medioevale devo ammettere che è stata una passeggiata poco convenzionale e assolutamente divertente dopo essercene accorte.

In ogni caso il Thyssen è senza dubbio il mio museo preferito di Madrid, non solo per la prevalenza di colori caldi tendenti all’arancione ma anche per le opere d’arte che ospita. E’ incredibilmente bello, fidatevi.

Successivamente ci siamo spostate al Reina Sofia ed è stata tutta un’altra storia.

Prima di tutto, anche se può sembrare orribile da dire, ci siamo andate solo per vedere il Guernica perché eravamo veramente troppo stanche per vederlo tutto ma poi abbiamo dato un’occhiata anche a Dalì ed a altri surrealisti.

Devo essere sincera con voi perché oltre a Dalì, al Reina Sofia, non mi è piaciuto molto altro. Probabilmente perché l’arte contemporanea dopo che supera i surrealisti diventa impercettibile per me e quindi semplicemente non capendola non posso apprezzarla a pieno, e capisco che possa essere una mia limitazione.

Il giorno seguente è stato quello probabilmente più atteso da tutte perché la mattina l’abbiamo dedicata alla mostra di Harry Potter dove erano esposti moltissimi oggetti e costumi di scena.

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Io non sono una fan sfegatata di questa saga però devo ammettere che mi intriga e quindi non mi è dispiaciuta per nulla la mostra, non soltanto per la disposizione delle varie stanze ma anche per la rievocazione di tutti quei momenti salienti della saga raccolti in tanti piccoli oggetti o costumi utilizzati dal cast stesso realizzando un’atmosfera da pelle d’oca anche per i meno appassionati.

Dopo una mattinata magica la nostra tappa è stata al ristorante Museo del Jamon per provare il prosciutto tipico di Madrid, che devo dire essere veramente saporito.

E dopo un bel pranzetto organizziamo un’altro pò di shopping per poi dirigersi al Tempio di Debod e al Palazzo Reale con tutta calma ammirandoli con il tramonto alle loro spalle.

Tornate a casa iniziamo a ricomporre le nostre valigie e a sistemare la camera di Cristina.

Seduta alla scrivania mentre scrivo questo articolo rivivo quelle giornate e l’unica cosa che mi viene in mente è quanto possa essere fortunata ad avere delle amiche come Federica, Caterina e Cristina, non solo per condividere questi momenti ma per il loro ruolo ormai ben definito nella mia vita.

Anche se in alcuni momenti non ci sopportiamo e ci vorremmo strozzare a vicenda ce ne sono molti altri in cui sono sicura che ognuna di noi pensa a come sarebbe la nostra vita senza l’altra, e per me sarebbe veramente molto diversa…

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Voi avete mai visitato Madrid? Cosa ne pensate del Thyssen? Anche voi avete degli amici così importanti nella vostra vita? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

 

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Le mie Estati

Le mie estati sono sempre state un momento in cui la mia vita rallenta il ritmo costante dei mesi freddi. Come un pò per tutti credo.

Quando ero più piccola, dopo la fine delle scuole, io e la mia famiglia andavamo al mare in Toscana. In quelle estati sembrava che il tempo si fermasse, perché il posto in cui andavamo era una piccola cittadina staccata da tutto, quindi mi dava l’idea di essere in una “dimensione parallela” fatta solo per l’estate.

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Non so se ho reso l’idea. Tipo come The Truman Show!

Invece crescendo, quella “dimensione parallela”, è andata sempre più scemando. Le estati si sono trasformate in momenti di quotidianità perché, rimanendo a Roma, quel senso di cambiamento e di aria fresca si è interrotto.

Poi c’è stato il liceo, in cui, visto il mio poco interesse in materie come la matematica o la chimica, mi costringevano a passare le mie estati sui libri per recuperare i debiti.

Quel periodo sembrava non finire mai!

E così le mie estati sembravano sempre meno eccitanti e sempre più monotone finché, grazie a Cristina, Federica e Caterina sono riuscita a sfiorare di nuovo quel senso di “dimensione parallela”.

Nel quarto liceo andammo a Gualdo Tadino, la foce della Rocchetta, dove Cristina ha una casa. E’ stata una vacanza fantastica e abbiamo messo in conto di rifarla!

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Si, in questa foto avevo ancora i capelli corti.

In quinto liceo dopo gli esami, con la mia dolce metà, conosciuto qualche mese prima, inizia il periodo in cui l’estate torna ad essere quel periodo magico in cui sfiori un’esistenza trascendentale. Forse sto esagerando, ma l’idea è quella!

Grazie a lui tutti i giorni, per ormai tre anni, il mare è stata la mia seconda casa e dove stava il mio cuore, ovviamente.

E ora come ora lì sono diventata di casa, salutata e conosciuta da tutti, che ogni anno sembrano essere sempre più felici di vedermi. E’ una bella sensazione!

L’estate che sto affrontando adesso è un pò diversa e lo saranno anche le prossime. Ormai sia io e che la mia metà studiamo e lavoriamo, quindi il mare lo vediamo meno, ma sappiamo che la nostra piccola “dimensione parallela” è sempre là ad aspettarci.

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E voi come passavate le estati? E’ cambiato qualcosa nel corso degli anni?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.