Dio salvi la regina!

Ormai The Crown, la serie televisiva targata Netflix, ha dominato la scena della piattaforma nel modo più elegante possibile.

Dopo una prima stagione che mi ha fatto avvicinare non soltanto alla famiglia reale ma a tutta la casata Coburgo-Gota, esce la seconda stagione che a parer mio non è priva di riserve.

Prima di iniziare un vero e proprio discorso sulla seconda stagione però vorrei farvi entrare nell’ottica con il quale ho guardato la serie in generale.

Da illustratrice (principalmente di libri per bambini al momento) sono più improntata sulle favole che solitamente raccontano le gesta di re o principesse, quindi la realtà che viviamo oggi per me è leggermente surreale e fantastica. Di conseguenza il fatto che esista una famiglia reale sopravvissuta in un epoca in cui tali istituzioni scompaiono inevitabilmente, è una sorta di visione idilliaca a cui le radici dell’essere umano attaccato ai valori di altre epoche si aggrappa per evitare che scompaia.

Senza contare la totale ammirazione non soltanto nei riguardi dell’attrice che interpreta la regina Elisabetta II, con la sua interpretazione impeccabile nella dizione della suddetta, ma anche nel carattere che la sua famiglia per generazioni ha saputo mostrare agli occhi del mondo intero.

Con queste premesse spero di avervi offerto una visione totalmente immersiva in un universo non troppo distante dalla nostra realtà.

La regina palesando il suo logoramento, durante tutta la durata della seconda stagione, causata principalmente dal rapporto col marito insieme al peso dei suoi compiti nei confronti della crisi economica e politica, la costringe ad invecchiare sempre più precocemente.

Per quanto riguarda la visione tecnica nel complesso la fotografia di Stuart Howell è sempre sontuosa e nitida e ci mostra anche i più piccoli dettagli.

L’incantevole Foy dimostra ancora una volta la sua espressività, la gestualità e la voce continuando la trasformazione dalla ragazza fresca e volenterosa della prima stagione verso la donna che è adesso la regina. Accanto a Foy, risplende anche Matt Smith, che passa da momenti di brillantezza e levità a scene in cui è ferino e minaccioso.

Nello splendore delle location e nell’eccellenza della fattura tecnica, del montaggio e delle musiche, la seconda stagione di The Crown eguaglia la prima, forse meno immediatamente avvincente, ma più variegata e narrativamente ambiziosa.

Il primo ciclo di episodi ci aveva mostrato l’investitura di una regnate, questo ci mostra come poi affronta il mondo e affronta i suoi pericoli. E non possiamo che guardare con curiosità e approvazione alle prossime stagioni già in cantiere (ce ne saranno, pare, altre quattro), destinate a svelare la verità profonda di vite consumate sotto i riflettori e a farci rivivere la storia con sorprendente intelligenza e vibrante umanità.

Voi cosa ne pensate di questa spettacolare serie? Io sono rimata scioccata dallo scoprire che l’attrice protagonista, la nostra Foy, ha ufficialmente terminato il suo contratto con Netflix, e voi?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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Gli anni 80 del fantascientifico: Stranger Things!

Ormai tutti conosciamo la serie, diventata cult, di Stranger Things.
Ma come l’ho vissuta io?

Partiamo dall’incipit.

Inizialmente, quando uscì su Netflix la prima stagione, fui stata immediatamente incuriosita da questa fantascientifica serie che fece notizia ovunque. Ma ben presto presa da ben altri sceneggiati, persi la curiosità nell’iniziarla.

Premettendo che questo incipit non riguardi ne la qualità della serie, ne quanto mi sia piaciuta, invece penso di poter dire senza alcun dubbio che Stranger Things sia diventata la serie cult degli anni duemila.

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Chiarito questo particolare posso anche dire che mi è piaciuta molto come serie ovviamente per i suoi punti forti, che tutti conosciamo, come la scenografia anni 80 o l’aria nostalgica costantemente presente o quel lieve tocco di horror che nel complesso è piacevole (anche per chi non apprezza il genere) e ultimo ma non meno importante, il suo cast.

Ha fatto centro in ogni aspetto e ovviamente la critica e i fan ne hanno reso un vero e proprio “evento”, in quanto serie del secolo.

Nella prima stagione ho trovato suspance e curiosità pura, che ti trattiene inchiodato allo schermo, fino all’ultimo secondo dell’ultimo titolo di coda. Sulla seconda stagione posso solamente dire che per me è stata una mezza delusione. Quegli aspetti che per la prima stagione mi hanno incatenata allo schermo, nella seconda sono stati completamente sostituiti da un, secondo me, allungamento del brodo con dell’acqua sporca.

Sicuramente non posso negare che la storia di Undici, alla costante ricerca di un gesto di attenzioni da parte di Mike, non mi abbia fatto appassionare almeno un minimo. Ma per quanto riguarda il resto della storia penso sia stata una stagione completamente transitoria e poco esplicativa di cosa effettivamente stia “invadendo” il nostro mondo.

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Voi cosa ne pensate di Stranger Things? Siete d’accordo con il mio pensiero o pensate invece che sia stato un successo su tutta la linea? Fatemelo sapere in un commento qui sotto e parliamone insieme. Vi va?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

La Transilvania vista da Netflix

Se siete amanti dalle atmosfere soprannaturali adornate da una storia drammatica priva di lieto fine, ho la serie adatta a voi. Castelvania.

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Questa serie originale Netflix ci regala una storia tinta di rosso, in una Transilvania stravolta dall’ignoranza e dalle false credenze alimentate dalla chiesa.
Per chi di voi non avesse mai sentito questo nome, Castelvania è una saga videoludica creata in Giappone dalla Konami, un’azienda di videogiochi conosciuta in tutto il mondo, nel 1986. La saga vanta più di 20 episodi disseminati sulla maggior parte dei sistemi apparsi sul mercato come console, home computer e sale giochi, ormai estinte.
Viene riproposto uno scorcio di uno degli universi presenti nella saga, in cui vede Dracula conosciuto anche come Vlad Tepes, vendicarsi per la morte della propria amata. Questo avvenimento scatena un’orda di creature che colpisce tutta la Transilvania. Solo un cavaliere potrà fermare questo flagello, e il suo nome è Trevor Belmount, un cacciatore di mostri.
Lo stile che viene adottato, in questa breve ma intensa serie, è lo stesso stile che vediamo nel corto animato realizzato nel 2010 di Dante’s Inferno, in cui i disegni vengono realizzati conferendo una dinamicità che attira l’occhio fin dall’inizio, senza parlare dell’effettiva bellezza estetica dei disegni.

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Conoscevate la saga di Castelvania? Cosa ne pensate di questa piccola serie?
Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.
G.

#LEGION

Gli X-Man arrivano anche in tv!!!!

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È la prima serie tv che vede come protagonista un mutante Marvel. Ideata da Noah Hawley, produttore di Fargo, che vinse un Emmy per miglior miniserie televisiva. La serie rappresenta un approccio innovativo al genere dei supereroi ed è stata molto ben accolta dalla critica.

La serie è ispirata al personaggio di Legion, figlio del professor Xavier, apparso per la prima volta sull’omonimo fumetto del1985. Legion, inglese di Legione, si trova in uno stato psichicamente instabile, dovuto alla sua capacità mutante di contenere nella propria mente un numero smisurato (una legione, per l’appunto) di diverse personalità, ognuna con le sue caratteristiche e i suoi poteri.

L’alterego di Legion è David Haller, un uomo tormentato con problemi di schizzofrenia che passa la sua giovinezza entrando e uscendo da ospedali psichiatrici. Ma a un certo punto si renderà conto che le visioni che lo hanno sempre perseguitato e tormentato non sono frutto di disturbi, bensì di poteri incredibili.

È una serie televisiva che reinventa il genere, dimenticando molti dei tratti comuni alle pellicole a tema supereroi divenute molto popolari nelle produzioni contemporanee, opere quasi sempre rivolte alle masse, con trame e personaggi semplici e spesso superficiali, e scene generalmente poco impegnative per essere colte a pieno.

Titolo originale: Legion

Regia: Noah Halwey

Sceneggiatura: Noah Halwey

Attori principali: Dan Stevens, Rachel Keller, Audrey Plaza.

Musiche: Jeff Russo

Distribuzione: Marvel Television, FX Productions

Durata: 50-68 minuti (episodio)

Genere: fantascienza, drammatico, supereroi

E voi cosa ne pensate di Legion? È abbastanza folle per voi?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.
G.

Tv Series!

Tv series are another part of my daily routine.

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I’ve watched, and still watch, many tv series, the first one being Friends.

Friends is special because it has been with me in the saddest moments of my life so far, giving me and idea of what true friendship really means. My favorite character is Monica: she’s competitive, perfectionist and almost obsessed with hygiene. I also like Chandler and the love story between him and Monica that starts in the fifth season.

Nowadays, I follow slightly different kinds of series, mainly Once Upon a Time and Outlander. I also watch series like Flash, Arrow and Gotham with my lovely boyfriend Henry.

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The first two I wrote are special to me, because they have everything: action, romance, and also a little bit of comedy. In Once, there are Snow White and Prince Charming, the couple who represents the kind of love found in fairy tales. In Outlander, love is represented in a different way: it’s more realistic, sometimes it gives suffering, but it is still unique and special in its own way.

But my absolute number one tv series has always been, and probably will always be, Reign!

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 The main reason is the lead actress, Adelaide Kane. Ever since the first season, she has impressed me with her beauty and grace, coupled with how well she performed her role of Mary, Queen of Scots. Another thing that impressed me really much is the love story between Mary and Francis. Sometimes full of romanticism, some times heartbreaking, but never trivial. And of course, don’t forget the costumes, made by Meredith Markworth.

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I hope you’ll like this blog, let me know your impressions,

G.