Comfy in the city.

Eccomi tornata con un altro outfit. Mi fa molto piacere che abbiate apprezzato questo format di comunicazione che sto utilizzando ultimamente con voi, specialmente per quanto riguarda il mondo del fashion.

Ormai è passato un giorno da quando una delle mie più care amiche si è laureata.
Per chi mi segue anche su Instagram ha probabilmente assistito a questo momento così speciale per me, ma oggi ho qualcos’altro da condividere con voi.

Visti i preparativi per il grande giorno, non sono mancati i momenti in cui abbiamo fatto avanti e indietro dall’Accademia per le ultime revisioni, quindi ne ho approfittato per qualche “bella fotina”!

Anche in questo caso per questioni di comodità ho optato per una tuta semplicissima con un dettaglio sui lati abbinandoci un maglioncino color cammello per non sembrare appena uscita dal letto.

Visto che a Roma in questi giorni il tempo è imprevedibile ho messo una leggera giacca per la pioggia, e per chiudere l’outfit ho aggiunto la mia inseparabile borsa a tracolla della Samsonite.

Ci credereste se vi dicessi che questa tracolla ce l’ho da sette anni? Ma tutt’ora sembra nuova!

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Cosa indosso:

Maglione Alcott. Simile.
Pantaloni Subdued. Simile.
Piumino Uniclo. Simile.
Vans Old Skool.
Borsa Samsonite. Simile.

Cosa ne pensate di questo nuovo outfit? Fatemelo sapere con un commento qui sotto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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La fine di un “Filo Nascosto”.

Come epitaffio per l’eccezionale carriera di Daniel Day Lewis “Il Filo Nascosto” è senz’altro una pellicola che dimostra la sua bravura sia nella recitazione che nella sua abilità di artigiano.

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Il gusto per l’estetismo emerge in ogni singolo frame nel cinema di Paul Thomas Anderson, come secolari gocce d’acqua che alla fine sono in grado di formare un’enorme e scultorea stalagmite di pietra forte, slanciata, energica, destinata a durare in eterno e proiettata verso le pieghe del cielo.

E proprio come in una magica grotta, dove il dualismo tra stalattiti e stalagmiti si intreccia in involontarie opere d’arte naturali, nella cavernosa e oscura cinematografia di Paul Thomas Anderson torna a farsi vivo il tema a lui più caro, quello di un rapporto duale, morboso e insistito, ossessivo e insistente, ossessionante e incalzante.

L’ambientazione, la Londra degli anni Cinquanta, trova nel cinema di Anderson il modo di creare uno spunto di partenza capace di convincere lo spettatore che si possa trattare di un film storico. Si inventa un personaggio (e il relativo mondo interiore ed esteriore) e il suo marchio di moda, capaci di spingere lo spettatore (al termine della visione) a fare ricerche su nomi che in effetti non sono mai esistiti prima che uscissero dalla penna di uno dei più geniali registi viventi.

Lui, Reynold, severo, austero e silenziosissimo uomo, si prende cura di ognuna delle sue clienti come se le amasse intimamente, senza però prendersi cura di qualcuna in particolare; Lei, Alma, maldestra cameriera, si innamora del facoltoso sarto fino a diventarne musa, amante e prendendosi cura di lui in maniera quasi materna.

Entrambi i personaggi sono dotati di plasticità diverse tra loro, ma comunque non inferiori l’una all’altra, in un gioco complementare di equilibri e di alternanza nei ruoli, di manipolazioni psicologiche, in un continuo scambio del controllo che l’uno ha sull’altro. Non è un caso che a fronte delle caratterizzazioni “di facciata” siano messi in scena anche gli eccessi “privati” come l’ipertrofica voracità, la guida spericolata e le reazioni spropositate di Reynolds ne fanno trasparire un animo vulcanico, ben definito dallo sguardo teso e libidinoso dello stilista mentre è alla guida della propria auto sportiva.

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Questa plasticità si traduce in un amore puramente fisico e l’attrazione di Reynolds per la giovane Alma è apparentemente privo di quegli elementi che solitamente stanno alla base di un rapporto amoroso. Sembrano non esserci particolari interessi in comune, la differenza d’età è apparentemente notevole così come l’evidente differenza d’estrazione sociale. Si tratta di un amore malato, per le sue ossessioni e per come viene portato avanti il rapporto tra i due. Si tratta di un rapporto carico di inquietudini e tensione, un amore velenoso, un sentimento che lascia trapelare più un bisogno di controllo e possessione che di scambio. Un amore che può (portare a) far male, utilizzando metodi che solitamente richiamano l’annullamento di esso più che un suo rinvigorimento.

Le dissolvenze incrociate che caratterizzano spesso i cambi di scena sono mirabile metafora di una trama sartoriale. L’incrocio di fili capace di dare vita a uno splendido abito è la perfetta rappresentazione di quel che è il cinema di Anderson: un intreccio di inquadrature, sottotesti e prestazioni attoriali sublimi, capaci di dare forma a una confezione originale, nuova e assolutamente con pochi pari.
Le dissolvenze incrociate sono in grado anche di compiere salti temporali restando pur sempre nell’indefinitezza dell’ambientazione; si ha quasi sempre l’impressione di una a-temporalità e di una sospensione del passaggio del tempo, dando anche ai personaggi un alone fantasmagorico, oltre a una notevole commistione tra realtà e onirismo sulla linea narrativa.

E infine arriviamo al protagonista di una pellicola che (credo ormai abbiate capito) ho assolutamente apprezzato, un attore che non ha mai fatto del trasformismo la propria qualità migliore, ma che ha uno sguardo e un’eleganza capaci di farlo entrare nell’Olimpo dei grandi protagonisti, in grado di dare vita ad alcuni dei personaggi più memorabili della storia del cinema recente.

Due occhi penetranti e un’espressività unica fanno di Daniel Day Lewis uno dei pochi visi in grado di reggere il confronto con Marlon Brando, Mastroianni e Cary Grant e via fino a nominare tutti gli Dei del Pantheon cinematografico.

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Un’ombra di malinconia permea dunque tutta la visione del film, aggiungendo un filo di rimpianto a quell’estesa gamma di romantici sentimenti capaci di scaturire da un film che, però, oltre a tutto il resto, sa anche restituire una giusta dose di gratitudine, per esserci stati, per aver fatto parte di un’epoca dove i grandi artisti sono esistiti, dove il filo nascosto dell’eternità passa dalle cuciture e dalle pieghe della stoffa dei sogni del Cinema.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Scarpe, scarpine e scarpucce!

Imparando a conoscerci meglio ho pensato che oggi vi avrei parlato di qualcosa non necessariamente personale ma invece un modo per farvi percepire il mio gusto e il mio stile.

Quindi apriamo il mio armadio per mostrarvi il mio assortimento di scarpe!

Sicuramente non posso nascondervi il fatto di essere attratta da scarpe più comode e versatili ma senza tralasciare qualcosa di più elegante e femminile come un bel tacco.

Iniziando dalle mie preferite, e che utilizzo di più, troviamo due paia di stivaletti, un paio di Vans e delle ballerine.

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Entrambi gli stivaletti che le ballerine le ho prese da Zara, acquisti più dettati del gusto che dalla praticità.

Gli stivaletti per me hanno entrambi un gusto futuristico, quasi alla Blade Runner ma si possono benissimo abbinare a qualcosa di meno particolare, ed entrambi hanno un tacco da 5 cm.

Per quanto riguarda le ballerine, di cui sono follemente innamorata, hanno un gusto molto simile a le ballerine con il nastro di Miu Miu. Sinceramente le preferisco a quelle iconiche di Miu Miu per il loro nastro in velluto nero e il dettaglio dei simboli del sole e della luna sulla punta, non ricordano una certa dea a me molto cara?

Per quanto riguarda le Vans è inutile sottolinearvi che sono le mie scarpe preferite in assoluto perché sui miei social le ho quasi sempre addosso.

E senza una divisione realmente sensata adesso vi parlo non solo di alti due paia di Vans ma anche delle mie scarpe estive da tutti i giorni.

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I sandali estivi sono entrambi di Bata perché secondo me la loro qualità è ottima per delle scarpe da utilizzare di tutti i giorni e perché esteticamente sono particolari ma semplici al tempo stesso, perfette per il mio gusto.

Invece sulle Vans posso dire soltanto di averne un paio per ogni temperatura, dalla neve alla spiaggia, la maggior parte rigorosamente nere.

Adesso passando alla sezione dedicata alle occasioni più eleganti, troviamo le mie scarpe stringate color terra di siena di Frau, e i miei stivaletti eleganti invernali di Asos con tacco 12 cm.

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Le stringate in più di un occasione le ho indossate anche con outfit più casual perché approvo in pieno l’insieme di uno stile elegante con uno più rilassato da tutti i giorni, mentre gli stivaletti li utilizzo perlopiù alle feste.

E adesso arriviamo ai tacchi importanti!

Secondo me ogni donna dovrebbe avere almeno un paio di décolleté per qualsiasi evenienza, anche se poi le userebbe una volta soltanto, e io sono sicuramente una di quelle. Avendo una gamba slanciata sono consapevole di poter portare bene un paio di tacchi ma la mia pigrizia mi proibisce di fare pratica anche se mi piacerebbe molto indossare più spesso un bel tacco.

I miei tacchi più alti, cioè non meno di 12 cm, li ho comprati su Asos, mentre il tacco più semplice e quello che preferisco di più l’ho preso da Primadonna e penso che abbiate notato che ovviamente un paio è arancione.

Ok, non le metto spesso, ma almeno del mio colore preferito devo averle, no?

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Ed ultime ma non meno importanti, una new entry che aspettavo da tempo e che penso anche queste le abbiate già viste sui miei social.

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Le mie nuove meravigliose Vans a quadretti. Fin da piccola ho sempre avuto queste scarpe ai piedi e tra le mie preferite c’erano le classiche Vans a quadretti bianche e nere. A distanza di molto tempo e sentendone le mancanza ho deciso di prenderne un altro paio, ma stavolta ancora più particolari e uniche.

Cosa ne pensate delle mie nuove Vans? Anche voi la pensate come me sulle décolleté? Cosa pensate del mio assortimento di scarpe? Fatemelo sapere in un commento qui sotto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

10 tendenze moda autunno inverno 2017/2018

Ogni stagione ha le sue tendenze e anche questo autunno inverno non è da meno.

Come amante della moda e del bel gusto interessandomi alle tendenze del momento ne ho trovate 10 che potrebbero soddisfare tutte le tipologie di donne.Dalle proposte più eccentriche a quelle più tradizionali. Una sorta di mini guida agli acquisti e ai look più belli della stagione autunno inverno.

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  1. Multi borsa
    Se nelle scorse stagione impazzavano le double-bag, adesso si passa al nuovo step con la versione tripla. Sulla passerella di: GucciValentino Coach.
  2. Total denim 
    Dal denim più chiaro al più scuro, l’importante è portarlo dalla testa ai piedi. Sulla passerella di: The RowCalvin KleinDior.
  3. Scarpe a punta
    Mood rock per gli stivaletti, resi ancora più grintosi da borchie e fibbie. Sulla passerella di: Alexander WangVictoria Beckham.
  4. Maxi bag
    Vincono le borse di grandi dimensioni destinate a contenere di tutto e a non passare inosservate. Sulla passerella di: Acne Studios, Balenciaga, Moncler Gamme Rouge.
  5. Pois
    Il bianco in coppia con: blu, nero e rosso. Le proposte sono sempre iper femminili. Sulla passerella di: JacquemusGiambattista ValliEmporio Armani.
  6. Orecchini asimmetrici
    Dimenticate i classicci gioielli in coppia, gli orecchini si portano uno diverso dall’altro. Sulla passerella di: Marc Jacobs, Ellery.
  7. Red touch
    Il rosso è sicuramente il colore della stagione invernale 2017. Ci si può concedere solo un dettaglio in questa nuance o si può puntare sul total look. Sulla passerella di: FendiMissoni.
  8. Peluche
    Effetto morbidezza assicurato. Toccare per credere. Sulla passerella di: Miu MiuPrada.
  9. Basco
    Il cappellino iconico dello stile francese non poteva non dominare sulle sfilate di Parigi. La nuova versione è in pelle. Sulla passerella di: Dior, Kenzo.
  10.  Tailleur minimal
    Stile maschile per il completo giacca e pantalone. Tagli essenziali e niente fronzoli. Sulla passerella di: The RowChristophe Lemaire.

Questi sono le tendenze che personalmente preferisco, ma se doveste averne altre interessanti scrivetemele nei commenti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

LookBook Autunno Inverno

Con il cambio di stagione e di temperatura, il dilemma di ogni donna è: quale sarà la moda dell’autunno? Ecco qualche spunto di tendenze e ispirazioni, dalle passerelle e dallo street style.

Ci sono diversi capi che possiamo scegliere, grazie alle belle giornate di sole che settembre può ancora offrirci. (speriamo) Non essendoci più temperature da shorts, è il momento giusto di tirar fuori i pantaloni stretch a vita alta.

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Altrimenti la seconda opzione per chi preferisce sfoggiare la sua femminilità sempre, sono le gonne lunghe.

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In autunno io per esempio indosso molto volentieri le le felpe, dimenticate però i modelli ungenered tanto cari agli anni 90, il trend per le felpe dell’autunno 2017 è la stravaganza.

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Lacci, gioielli, maniche ricamate, fantasie particolari e colletti coloratissimi per un allure non più sporty chic, ma romantica ed elegante a tutti gli effetti. Infine le calzature perfette per questa stagione, secondo il mio gusto sono senza dubbio le slipper, come le Vans (che io amo alla follia), adatte anche per la pioggia. Se invece cercate uno stile più elegante, i ricami glitterati sono il compromesso perfetto tra una scarpa sportiva e un tocco glam. E infine, se siete amati della moda non convenzionale e avete adocchiato dall’autunno 2016 i cari loafer di Gucci con il pelo interno, tanto discussi e tanto amati, è il momento di acquistarli che sicuramente anche quest’anno continueranno a dettare moda.

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Io le adoro!
Cosa ne pensate di questo piccolo lookbook? Fatemelo sapere nei commenti.
Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.
G.

Come trovare il proprio stile.

Dopo anni di errori, di tentativi e di idee poco chiare, penso di aver definitivamente trovato il mio stile!

Non è stato semplice e c’è voluto veramente tanto tempo, ma alla fine credo sia dipeso dal fatto che ho iniziato a interessarmi alla moda soltanto dai 15 anni e che quindi penso ci voglia una pensiero maturo, nei confronti della moda e del gusto, per ideare il proprio stile.

Per me la moda è una forma d’arte e di conseguenza ci aiuta ad esprimerci, quindi è venuto da se il mio amore per la moda, credo.

Ma non perdiamoci in chiacchiere, perché se dovessi iniziare a parlare di moda nel dettaglio non mi basterebbe un articolo, per tutti colore che invece cercano delucidazioni oppure consigli veri e propri per trovare definitivamente il proprio stile ho delle chicche per voi.

Cercate ispirazioni per i vostri outfit.

Per fare chiarezza su come vi piacerebbe fosse il vostro stile è altrettanto importante guardarsi in torno. Vi potrebbe aiutare a scegliere cosa starebbe meglio nel vostro outfit ideale, oppure aprirvi a nuove prospettive che magari non stavate calcolando.

Nel mondo della moda ormai le ispirazioni non mancano mai, basta anche solo aprire il vostro instagram per esempio, e troverete moltissime idee per il vostro ootd.

Quindi tenete sempre gli occhi aperti!

Prendete idee originali dai trend.

I trend secondo me sono una buona idea per capire cosa vi piace veramente, rimanendo sempre al passo con gli ultimi articoli più alla moda. Questo però non significa che DOVETE obbligatoriamente seguire qualsiasi trend e spenderci soldi su soldi, anche perché non significherebbe che sappiate giocare con lo stile ma che vi unite al gregge di coloro che sono schiavi dei trend.

Io sinceramente seguo i trend che si legano al mio stile. Io ho uno stile molto “basic” quindi trovare trend particolari che si mescolano con il mio stile creando qualcosa che mi distingua, è il mio traguardo.

Investire in “pezzi chiave”.

Ogni armadio dovrebbe avere i suoi “pezzi chiave”, e per chi non sapesse a cosa mi riferisco per “pezzi chiave” intendo quei capi che vi piace indossare con tutto e continuamente.

Per esempio a me piacciono le t-shirt, semplici, senza stampe strane o colori particolari. Mi piacciono perché so di poterle mettere con tutto e perché le metto continuamente, e per questo a volte investire un pò di più sui capi che sapete essere essenziali per voi , credo sia una buona mossa.

Io solitamente quando cerco cose essenziali di ottima qualità vado da Gap. Magari spendo di più, ma so che sono capi che mi dureranno per anni e anni.

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Più siete comodi più sarete a vostro agio con lo stile che sceglierete.

Una cosa fondamentale che vi consiglio è di stare comodi nel vostro stile. Se non siete comodi non potrete mai sentirvi a vostro agio e dire “questo è decisamente il mio stile”.

Alle volte a me piace usare capi larghi che non sempre valorizzano il mio corpo, ma mi ci trovo bene, e questa è l’unica cosa che conta.

E se le persone non condivideranno i vostri gusti non importa, perché a altri piacerà molto il vostro stile.

A mio parere la moda è una cosa soggettiva che cambia da persona a persona, come il gusto per il bello.

Provate i vostri capi.

Ormai credo che sia uno dei consigli più importanti che dò sul come vestirsi.

Io sono una pigrona, quindi odio dovermi cambiare per qualsiasi cosa voglia nel mio armadio, ma è fondamentale per risparmiare tempo nel caso in cui non vi dovesse stare bene. Provate anche le cose che vi piacciono ma che pensate non vi stiano bene, non si può mai sapere.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Alta Moda Autunno-Inverno 2017-2018 Chanel

Dopo Miu Miu e Dior anche Chanel sfila a Parigi, in un giardino all’ombra della Tour Eiffel, il simbolo dell’eleganza parigina, utilizzato anche nell’invito alla sfilata con il dipinto di Robert Delaunay, artista post-impressionista degli anni trenta del 900, scelto da Karl Lagerfeld.

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Nella classicità del suo stile, Chanel si contraddistingue con cappotti da fantasie meravigliosamente elaborate ed eleganti, con colori come il blu, il rosa, il bianco, l’arancione e il viola. Nella collezione oltre ai cappotti sono presenti vestiti con linee sinuose e ricami che gli danno movimento. Come accessori vengono utilizzati grandi orecchini di perle impreziositi da brillati, cappelli stile simil bowler hat e stivaletti trapuntati con parti in pelle lucida.

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In questa sfilata rieccheggia lo stile austero e minimalista di Coco Chanel, come con la presenza dell’immortale tubino nero modificato con diversi layer di tessuto, mescolatosi allo stile moderno accennato con particolari, come l’inserimento di parti di pelliccia sintetica con diversi colori in tinta con la fantasia del cappotto, creando un connubio perfetto.

 Personalmente apprezzo la scelta di continuità che Chanel ha nel tempo con il suo stile. Voi cosa ne pensate dello stile di Coco Chanel?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.