Gli anni 80 del fantascientifico: Stranger Things!

Ormai tutti conosciamo la serie, diventata cult, di Stranger Things.
Ma come l’ho vissuta io?

Partiamo dall’incipit.

Inizialmente, quando uscì su Netflix la prima stagione, fui stata immediatamente incuriosita da questa fantascientifica serie che fece notizia ovunque. Ma ben presto presa da ben altri sceneggiati, persi la curiosità nell’iniziarla.

Premettendo che questo incipit non riguardi ne la qualità della serie, ne quanto mi sia piaciuta, invece penso di poter dire senza alcun dubbio che Stranger Things sia diventata la serie cult degli anni duemila.

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Chiarito questo particolare posso anche dire che mi è piaciuta molto come serie ovviamente per i suoi punti forti, che tutti conosciamo, come la scenografia anni 80 o l’aria nostalgica costantemente presente o quel lieve tocco di horror che nel complesso è piacevole (anche per chi non apprezza il genere) e ultimo ma non meno importante, il suo cast.

Ha fatto centro in ogni aspetto e ovviamente la critica e i fan ne hanno reso un vero e proprio “evento”, in quanto serie del secolo.

Nella prima stagione ho trovato suspance e curiosità pura, che ti trattiene inchiodato allo schermo, fino all’ultimo secondo dell’ultimo titolo di coda. Sulla seconda stagione posso solamente dire che per me è stata una mezza delusione. Quegli aspetti che per la prima stagione mi hanno incatenata allo schermo, nella seconda sono stati completamente sostituiti da un, secondo me, allungamento del brodo con dell’acqua sporca.

Sicuramente non posso negare che la storia di Undici, alla costante ricerca di un gesto di attenzioni da parte di Mike, non mi abbia fatto appassionare almeno un minimo. Ma per quanto riguarda il resto della storia penso sia stata una stagione completamente transitoria e poco esplicativa di cosa effettivamente stia “invadendo” il nostro mondo.

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Voi cosa ne pensate di Stranger Things? Siete d’accordo con il mio pensiero o pensate invece che sia stato un successo su tutta la linea? Fatemelo sapere in un commento qui sotto e parliamone insieme. Vi va?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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I miei preferiti di Giugno

Un altro mese è praticamente finito e si iniziano a intravedere l’estate nei suoi mesi più caldi, e anche in questo mese  stressante ho trovato tante chicche di cui vorrei parlarvi.


Sor_Juana_Inés_de_la_Cruz_(1772).jpgIniziamo dai film e le serie tv. Netflix mi ha consigliato una serie in lingua originale con i sottotitoli che in realtà non avevo intenzione di vedere invece mi è piaciuta molto. La serie tratta della storia di questa donna messicana, Juana Inés, una religiosa  poetessa, appartenuta all’ordine di San Girolamo, famosa per le sue poesie, commedie e lettere. La serie mi è piaciuta principalmente per il fatto che non è stata lasciata nella lingua originale e questo ha dato un gusto realistico a tutto quanto un’altra cosa che mi è piaciuta è stata la linea temporale frammentata tra il presente che viviamo e il futuro della protagonista.

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L’altra serie, che è stata una delusione purtroppo, è la serie adesso in onda su Sky, “Genius”. La serie dedicata appunto al genio, Albert Einstein. Non mi fraintendete, ho apprezzato la serie nel suo ricreare le dinamiche sentimentali della vita di Einstein ma alcune disattenzioni nei confronti della trama o della cura dei personaggi o del cast mi hanno lasciato un filo di amaro in bocca, dopo che all’inizio l’avevo apprezzata veramente molto.

Invece arriviamo al mio film preferito dell’ultimo mese, che ho rivisto almeno una decina di volte, sto parlando di “L’ultima Parola”. Un brillante Bryan Cranston interpreta la storia dello sceneggiatore Dalton Trumbo durante gli anni quaranta. Come appassionata della storia di Hollywood durante i suoi anni d’oro c’è poco da dire, ho adorato la ricostruzione degli eventi e dei personaggi utilizzando a volte vecchie riprese di quel periodo. E come ogni film che può essere letto come una denuncia o una rivendicazione dei fatti realmente accaduti ne confronti del cinema, non può non piacermi, quindi vi consiglio vivamente di recuperarlo!

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Adesso passiamo ad due prodotti che, da quando ho comprato, non riesco a smettere di usarli.  Sto parlando di questo fantastico mascara della Rimmel e di questo rossetto nude della Wycon!

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Ho passato un notevole periodo a utilizzare mascara solamente marroni, per lasciare le mie ciglia più naturali. Adesso voglio rendere più intenso il mio trucco con un bel mascara nero che rende più folte le mie ciglia senza appiccicarle tutte insieme. Per quanto riguarda il rossetto, è il numero 602 e mi piace molto perché riesce a idratarmi le labbra, ha un’ottima resistenza e il colore si adatta a qualsiasi tipo di makeup.

E ultimo ma non meno importante il charm di Pandora simbolo dell’artista, che la mia dolce metà mi ha regalato per il nostro anniversario. Coloratissimo e dolcissimo ha subito fatto amicizia con gli altri charm.

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Voi avete visto le serie che ho seguito? Cosa ne pensate? Anche voi usate il mio stesso mascara? Preferite un mascara marrone o nero?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.