Per la gloria di Merlino, la luce è sotto il mio dominio. (Recensione Trollhunters)

Le mie previsioni su questa estate non potevano certo guidarmi verso l’arsura di contenuti originali tra serie tv o film, ma sicuramente mi ha condotta verso un porto sicuro, cioè la serie animata firmata Netflix di Trollhunters.

Ormai è passata più di qualche settimana da quando l’ho conclusa e ancora sono indecisa sul ricominciarla o meno ma su una cosa sono certa, ancora una volta Guillermo del Toro ha tirato fuori il meglio di sé.

Infatti si dice che la piattaforma streaming sia entrata in accordi con la Dreamworks per la realizzazione di altre due serie animate, collegandole a questa prima prendendo il titolo di“I Racconti di Arcadia”.

Ma adesso concentriamoci su Trollhunters perché con assoluta certezza posso dichiararla una serie animata vivace e ben realizzata, dinamica e ricca, che sorprende per dei tocchi di umanità che riescono a trasmettere calore ed emozioni.

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Sicuramente la serie parte da un filone narrativo piuttosto classico, che mette al centro il classico eroe per costruirgli attorno una storia dal carattere epico.

Fin dalle prime battute la situazione farebbe pensare che questo sviluppo venga realizzato con convenzionale prevedibilità, senza il classico tratto distinto di Del Toro, ma è solo una banale credenza, perché in ogni occasione in cui la prevedibilità potrebbe fare da padrona la scena si impregna di un’originale semplicità che non stanca mai.

Da considerare ed elogiare la buona fattura non solo delle animazioni ma anche dell’estetica di tutto il mondo che circonda il nostro protagonista, ritrovandoci a stupirci per la cura dei dettagli ed una capacità di rendere con piccoli, caldi tocchi di umanità quello che lo spettatore non si aspetterebbe mai.

Io vi consiglio di recuperarla il prima possibile se non l’aveste già vista ma se l’avete già vista, vi è piaciuta? Fatemelo sapere qui sotto con un commento.

Come sempre io spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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L’ascesa di Versailles in due stagioni.

Il cinema per me è un forma di comunicazione essenziale e in particolare per trasmettere emozioni o messaggi importanti e tra i miei generi preferiti, prima di tutti, c’è quello in costume.

Essendo un’amante della storia e dell’arte in ugual misura qualsiasi cosa riguardi la ricostruzione di quei periodi storici-artistici, dei loro sfarzi ma anche dei momenti più cupi, mi facilita l’immedesimazione appassionandomi allo studio di essi.

Infatti fu solo grazie a mezzi multimediali (videogiochi e film) che nacque questo mio amore per la cultura perché se fosse dipeso dai libri purtroppo ne sarei rimasta completamente ignorante. Probabilmente è uno dei motivi per cui sono così affezionata alla cinematografia, anche quella romanzata.

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Su Versailles e i suoi sovrani se ne è parlato, scritto e realizzato documentari e videogiochi e ad ogni sua manifestazione ovviamente si ricreare quello sfarzo e splendore, però non condiviso dal popolo francese.

Sta volta Netflix ci regala una lettura di quella che è stata la creazione e gli ostacoli alla costruzione non solo del palazzo ma anche del sistema che il Re Sole ha istituito alla sua corte.

Vi devo fare una confessione perché ogni volta che escono serie in costume la loro autenticità, nel senso di originalità dei contenuti, dipende unicamente dalla produzione. Un esempio palese è quello dei Borgia che ha una notevole differenza tra la produzione europea e quella statunitense che si concentra non tanto sulla veridicità storica ma principalmente sul fattore estetico.

Questo non è il caso di questa nuova serie, e può soltanto essere premiata.

Un altro punto a favore della ripresa è il fatto che abbiano potuto utilizzare come scenografia lo stesso palazzo che utilizzarono re e regine come dimora.

In quanto agli intrighi di corte, nemici nascosti ovunque, impegni di stato pressanti e rapporti familiari complicati, a partire dal segreto della moglie, in procinto di partorire, e dalla rivalità con il fratello Filippo, Duca d’Orlèans, che sperpera le finanze di Luigi tramando contro di lui per sostituirlo sul trono di Francia, il futuro Re Sole si destreggia abilmente su più fronti come un giocatore di scacchi.

Carattere che ricorda la lotta per il potere di Il Trono di Spade.

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Avete visto anche voi Versailles? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere in un commento qui sotto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.