E3 2018: flusso di coscienza a caldo.

Questa E3 è ufficialmente iniziata ma anche quasi finita e anche se mi sarebbe piaciuto molto caricarvi un video in diretta per commentare insieme quanto è stato presentato, in questo caso un articolo potrebbe evitare incomprensioni.

Io amo i videogiochi e amo il genere di contenuto che possono offrire, ma so anche cosa circonda quel videogioco singolo che troviamo sugli scaffali dei negozi, cioè le aziende videoludiche.

Da quando ho intrapreso gli studi per ampliare le mie conoscenze per quanto riguarda la parte meno tecnica del lavoro degli sviluppatori, ho anche appreso il lavoro che ci può essere dietro una critica volta a quelle aziende che per pura avidità creano lo scheletro che circonda una delle mie più grandi passioni.

Per essere chiari, da parte mia una critica non avrà mai una connotazione negativa, ma semplicemente per migliorare ciò che secondo il ruolo del consumatore può essere migliorato mi piacerebbe esprimere la mia opinione.

Dopo avervi spiegato le fondamenta del mio pensiero arriviamo al sodo di questo articolo.

Ho seguito questa E3, sto continuando e seguirla e la finirò di seguire, ma per quanto riguarda il mio pensiero critico vorrei offrirvi una copertura esclusivamente per quei titoli che so sicuramente di voler provare e discutere insieme a voi.

Iniziamo sicuramente dall’annuncio che mi ha emozionata maggiormente, Kingdom Hearts 3.

I trailer che ho avuto modo di vedere hanno aggiunto non soltanto la certezza di poter rivedere facce amiche e di incontrare nuovi personaggi sempre legati all’universo Disney, ma anche di ricevere il dono più bello che potesse farmi Square Enix, cioè una data certa per questo titolo attesissimo.

Un altro titolo che mi ha incuriosita e anche notevolmente confusa è stato Death Stranding.

Già da tempo i trailer avevano attirato la mia attenzione per il senso di oppressione che denota il mondo che circonda l’attore di The Walking DeadNorman Reedus, ma devo ammettere che il progetto mi ha attirava fin dal principio per la firma che caratteristica la direzione artistica, cioè Hideo Kojima.

Staremo a vedere ma la presenza di Léa Seydoux può tornare soltanto a suo vantaggio.

Adesso è il momento di parlare di Ghost of Tsushima, esclusiva PS4.

Un titolo incorniciato da un mix di cultura giapponese, ambientazioni realizzate con grafica eccezionale e personaggi ben caratterizzati, non può che attirare all’istante la mia attenzione.

In un Giappone feudale con un Samurai nel ruolo del protagonista non mi è stato difficile immaginare che il combat system avrebbe concesso un sottile margine di errore al giocatore inesperto, ma la possibilità di morire e uccidere sempre al primo colpo suggerendo un bilanciamento che non sarà comunque permissivo lascia spazio a un margine d’errore più gestibile anche per la sottoscritta.

Spero non dovremo aspettare ancora a lungo per scoprirlo.

Sekiro Shadows Die Twice è il Bloodborne 2 che attendevamo o un Nioh commissionato da Activision?

Questo pensiero mi ha abbandonato quasi immediatamente, ma questo Shadow Die Twice mi ha lasciata sufficentemente perplessa da pormi una domanda tanto strana fin ad arrivare a un pensiero appassionato e intimorito al tempo stesso.

Sappiamo che anche se ambientato in un apparente Giappone feudale ne rimane svincolato per quanto riguarda la realisticità degli avvenimenti e questo a mio parere può essere solo un fattore positivo, senza contare l’assenza di caratteristiche e l’introduzione a un effettivo sistema di stealh.

Per quanto riguarda la dinamicità del gameplay sono davvero entusiasta di questa meccanica anche se discostante dai capostipiti di From Software.

Nel complesso sia io che la mia dolce metà vorremmo giocarlo fin da ora ma sembrerebbe che dovremo aspettare!

Adesso passiamo a quel titolo che probabilmente tutti starete aspettando in questo commentario cioè, Assassin’s Creed Odyssey.

Sperando in un riscatto dopo Syndicate il team Ubisoft Montreal intraprende questo sviluppo 3 anni fa. Dopo aver atteso 2 anni uscì Assassins’s Creed Origins, a mio parere un’eccellente rinascita della saga dopo gli insuccessi precedenti. Ora, dopo un anno dalla sua uscita, viene presentato Odyssey che uscirà il prossimo 5 Ottobre.

Premetto che il concept del capitolo e le sua diversità mi hanno intrigato, la scelta di Ubisoft di avvicinarsi sempre più verso il GDR Super Open World mi ha intimorita specialmente quando ho intravisto le scelte multiple nei dialoghi, ma non sono d’accordo con l’affossare l’idea di stravolgimento di ciò che determina il gameplay della saga e non sono d’accordo con chi accusa Assassin’s Creed di aver perduto la propria identità.

Semplicemente aspettiamo di saperne di più per giudicare con i giusti gradi di conoscenza.

Voi state seguendo questa E3? Quali titolo vi hanno stuzzicato? fatemelo sapere in un commento qui sotto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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Dishonored 2!!!!

Come amante dei videogiochi non potevo perdermi questo capolavoro firmato Bethesda!

Solitamente non “recensisco” giochi, ma vista la mia ottima esperienza con questo titolo, ho voluto dire la mia!

Il primo Dishonored uscì nel 2012 e mi intrigò fin dal primo trailer, con il suo stile dark fantasy.

Devo dire che il genere stealth nei videogiochi mi ha sempre affascinata, come la serie di Batman, Hitman, Alien Isolation e anche Assassin’s creed, a modo suo!

Nel primo gioco vestivamo i panni di Corvo Attano, coinvolto ingiustamente nell’assassinio dell’imperatrice Jessamine, che tramite dei poteri dati dall’Esterno, una figura misteriosa e oscura che ci seguirà per tutto il gioco, dovrà salvare la figlia dell’imperatrice morta e riportarla sul trono di Dunwall.

Il gioco mi impressionò molto, non soltanto per la trama affascinante ma anche per l’ambientazione. Personalmente adoro il gusto gotico e oscuro nei giochi e questo titolo non è da meno. Non soltanto per la presenza della peste, ma per la caratterizzazione del mondo di gioco e dai personaggi tormentati da esso.

Un altro fattore di cui non posso non parlare è la possibilità che viene data al giocatore di prendere decisioni che possono modificare, non soltanto gli eventi, ma anche il mondo che ci circonda, cosa che ritroviamo anche nel secondo.

In Dishonored 2 ci troviamo inizialmente nei panni di Emily, la figlia dell’imperatrice morta, salita al trono. Dopo un incipit caotico, abbiamo la possibilità di scegliere quale personaggio utilizzare durante la nostra avventura.

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Utilizzare Corvo, personaggio da me molto amato ,grazie al primo titolo, o Emily. Sinceramente la scena della scelta del personaggio mi ha gasata moltissimo, con i due protagonisti di spalle l’uno contro l’altro circondati da nemici vari, tra cui meccano soldati, che mi hanno inquietata parecchio, ma fanno la loro porca figura!

Per la mia prima run, mi è sembrato giusto scegliere Emily, la”new entry”, non solo perché come personaggio mi affascina molto, ma anche perché conosco abbastanza le meccaniche di Corvo!

I suoi poteri non sono troppo diversi da quelli di Corvo ma hanno il loro tocco particolare, non soltanto per le animazioni, che ho apprezzato molto, ma anche per la parte tecnica.

Sinceramente la parte della principessa che durante il viaggio, per riprendersi il suo trono, si accorge del peso del suo incarico e dei suoi errori, mi ha delusa leggermente, perché mi aspettavo una trama più intricata e profonda. Ma alla fine è abbastanza lineare e chiara, e questo è importante!

Per quanto riguarda la parte stilistica, ho amato l’outfit di Emily, il suo anello e le animazioni della mano sinistra! È assurdo, MA PER TUTTA LA RUN, ogni volta che sbloccavo un nuovo potere, e la mano di Emily cambiava animazione, mi eccitavo come una bambina in un negozio di giocattoli!

Per il resto ho apprezzato molto il doppiaggio in italiano, fatto decisamente bene.

Fatemi sapere cosa ne pensate voi di questo fantastico gioco.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.