Un progetto speciale!

Finalmente è arrivato il momento di parlarvi di questo modesto ma entusiasmante progetto a cui sto lavorando da questa estate!

Probabilmente avrete ormai capito che tra i numerosi argomenti che potrebbero ispirarvi leggendo gli articoli sul mio blog c’è uno spazio speciale legato all’illustrazione.

Io effettivamente sono un’aspirante illustratrice che da diversi anni lavoricchia nel campo. E tra realizzazioni di grafiche e loghi per aziende e diverse commissioni private ho trovato l’occasione, o lei ha trovato me, di impegnarmi in un progetto un pò più personale in cui effettivamente ho utilizzato una creatività che nelle grafica difficilmente mi eccita e mi sprona a tal punto.

Questo progetto consiste nell’illustrazione di tre storie per bambini che poi verranno inserite in un libro, interamente disegnato da me.

Ieri ho terminato ufficialmente la prima storiella dedicata a una rivisitazione della storia di Cenerentola. Sapendo che la realizzazione è finalizzata, non tanto nei disegni ma, nella comprensione della sua morale e di come possa essere percepita dai bambini ho utilizzato uno stile semplice ma avendo a mia disposizione una palette di colori molto estesa.

Io adoro lo stile “minimal” in tutte le cose, ma solitamente nei miei disegni non avevo mai accennato a uno stile del genere ma più a qualcosa di eccentrico e a volte disordinato.

Invece in questo caso è stata anche un’esperienza di sfida, mettendomi alla prova. Ne sono veramente contenta e soddisfatta e quando verrà pubblicato questo piccolo progetto vi renderò sicuramente partecipi, se voleste premiare il mio lavoro.

Cenerentola

Molti illustratori realizzano diversi libri per poi sparire perché troppo assorbiti da un mondo complesso e con pochi sbocchi che probabilmente in Italia non vendono valorizzati. Invece io penso che nel mio stile diverse persone possano in qualche modo rispecchiarsi e apprezzarlo, per non far morire qualcosa che non ha solo un valore affettivo ma che potrebbe averlo anche culturalmente se sviluppato nel modo giusto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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Freelancing

La mia esperienza con il Freelancing.

Sono diventata una freelance per poco più di dodici mesi, e ho lavorato al mio blog a tempo pieno e con questo impegno, ho riflettuto  su alcune nozioni chiave che ho imparato finora. Non sono necessariamente relativi alla gestione del blog, la maggior parte sono relativa al mondo dei freelance.

La routine è essenziale.

Chiunque abbia sperimentato l’università conosce la difficoltà nell’organizzare il tempo e mantenerti motivato. Non è facile costringersi una routine a diciotto anni e non è molto più semplice a venticinque anni.

Di solito sono abbastanza diligente nel sedermi alla scrivania e a prendere il mio elenco di cose da fare, ma questo non significa che non ci sono momenti in cui vorrei alzarmi e buttarmi sul divano a vedere film.

Devi provare a trovare la tua routine, un modo per essere produttivo e così gestire al meglio il lato amministrativo del freelance.

Essere coerenti.

Il contenuto è fondamentale quando si tratta di social media e blogging. È importante prendersi pause come e quando ne si ha bisogno, ma per costruire veramente un pubblico, penso sia importante fornire contenuti costanti.

Dopo tutto, le persone che vi seguono persone hanno investito in loro tempo in voi e nella vostra passione, affinché tu sia in grado di sostenerti da solo.

Alle volte riflettere su questo mi impedisce di essere pigra e di non aderire al mio programma di posting.

Non c’è anche nessun modo giusto per blog – una volta alla settimana è altrettanto coerente come ogni giorno se questo è ciò che funziona per te. Alcuni preferiscono post più brevi, altri più a lungo e tutti i tipi di contenuti offrono qualcosa di unico e si estende a un pubblico diverso.

Conosci il tuo valore.

Conoscere il tuo valore è fondamentale quando si tratta di creare cifre per il tuo blog e evitare di vendersi.

Non riuscivo a capire, che nella creazione di qualcosa che amavo e a cui ero appassionata, stavo essenzialmente commercializzando la questione gratuitamente.

Vedevo sempre e solo il mio amore per il cinema, la moda e i videogames, e vedevo anche la gente appassionarsi alle mie parole. Ma questa mentalità doveva cambiare una volta diventata la mia carriera a tempo pieno.

Stavo investendo troppo per poco, e sentivo che alla fine qualcosa mi sarebbe dovuto ritornare indietro.

Ho imparato che se un brand non era disposto a pagare per i miei contenuti, ci sarebbe stata un’altra opportunità dietro l’angolo. E così è stato!

Il lavoro del freelance ti può scoraggiante a volte, ma sono stato fortunata a sperimentare l’effetto dello snowballare, scusate il termine leggermente fuori luogo, e essere riconosciuta per lo sforzo che ho messo nel mio lavoro.

Questo non significa che la gente non cercherà di trarre vantaggio dalla tua fatica, perciò ricordatevi del sangue, del sudore e delle lacrime che mettete nel vostro lavoro.

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Alcune persone potrebbero non capirlo.

Nei membri della famiglia e tra i miei amici meno stretti, non c’è stata una totale comprensione nei confronti di questa mia passione, ma sinceramente non tutti possono capire davvero cosa significhi essere un blogger. Potrebbero confonderlo come un modo per ottenere roba gratuita e può come un gioco, un modo per perdere tempo.

In realtà, è un vero e proprio lavoro che se fatto con serietà può diventare pesante e occupare molto tempo. È un’industria estremamente veloce che cambia costantemente e non ci vuole poco tempo per ottenere risultati.

Quindi non importa cosa gli altri pensano di te, devi solo credere nella tua etica del lavoro e rimboccarti le maniche.

Costruire connessioni.

Sia con le aziende che con le stesse marche, è sempre opportuno investire tempo nelle persone che ti avvicinano al mondo che ti interessa. Costruire connessioni significa, un lavoro più regolare dai marchi che ami.

Potresti sentirti solo a volte.

Questo è assolutamente normale!

Non mi dispiace la mia piccola “azienda”, se così si può chiamare e non sono una di quelle persone che soffrono la solitudine, anche perché ho sempre il sostegno e l’aiuto del mi compagno. Tuttavia, penso che mi mancherebbe essere circondati da un gruppo di persone, come in degli uffici normali.

Non c’è nessuno che possa darti una pacca sulla spalla e portarti il caffè da bere insieme. Un modo per chi di voi non resista proprio alla solitudine sarebbe il lavorare da caffetterie o librerie qualche volta alla settimana se è possibile, ma lavorare per conto mio non mi dispiace alla fine.

Come sempre fatemi sapere cosa ne pensate e nei commenti, e ci sentiamo ad un prossimo articolo, a presto.

G.