Qual’è il colmo per un robot?

Tratto dal fumetto 7723 di Wang Nima, Next Gen è un film di animazione visivamente appagante ma purtroppo non perfetto nella sua interezza.

Quando l’ho scoperto ci sono rimasta di stucco ma a quanto pare per questa produzione Netflix ha speso la cifra di ben 30 milioni di dollari e si direbbero soldi ben spesi vista la qualità riguardante la rappresentazione grafica dei personaggi, e del mondo futuristico in cui la storia è ambientata, iniziando proprio dalla piccola Mai, una ragazzina ribelle dai brillanti capelli viola particolarmente turbata dall’abbondono del padre. Fra lei e 7723 nascerà un dolce, seppur prevedibile, rapporto di amicizia che li porterà a combattere un esercito di robot guerrieri.

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Lo spunto secondo me più interessante è sicuramente il rapporto che gli esseri umani di questo futuro, utopico o distopico, hanno nei confronti della tecnologia ed il contrasto invece che affronta Mai nei confronti di tutte queste tecnologie che hanno invaso il “nostro” mondo. E’ inquietante quanto più i robot abbiano accumulato empatia da dispensare alle persone che amano rispetto agli effettivi essere umani divenuti più freddi e distratti, concentrati solo sui loro bisogni.

Ma sfortunatamente un titolo come questo non ha potuto esimersi dall’avere dei difetti riscontrati perlopiù nella narrazione spesso ripetitiva o banale, che non rovina il contenuto finale ma non gli permette di essere valorizzato come merita.

Next Gen è un film di animazione realizzato in computer grafica, coloratissimo e visivamente molto curato e apprezzabilissimo, ma a questa cura per l’aspetto visivo del film non corrisponde la medesima cura della trama, a volte scontata e ridondante.

Voi l’avete visto? Fatemi sapere che cosa ne pensate nei commenti qui sotto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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INSATIABLE. Dubbi e spiegazioni. (no spoiler)

Netflix ci regala una nuova serie che qui in italia tra critiche e incomprensioni non è stata accolta come avrebbe dovuto essere.

Non sono contro la presa visione di un pubblico ignorante di ciò che sono gli aspetti più pragmatici che possono nascondersi in una serie o una pellicola che tratta di argomenti spesso ignorati o se discussi molte volte con le misure non sempre adeguate.

Al contrario perché oggi ve ne parlo proprio per farvi apprezzare progetti come questo di Insatiable, per quello che effettivamente vogliono trasmettere.

La serie tratta le vicende di un’adolescente sovrappeso di nome Patty, che affetta da disordini alimentari si sfoga costantemente sul cibo. Grazie ad un incontro spiacevole con un senza tetto la nostra protagonista passa due mesi a nutrirsi solo di cibi liquidi perdendo tutti i chili in eccesso e acquisendo l’aspetto che, secondo la sua società, caratterizza le ragazze di successo.

E’ evidente che da una serie simile ci si aspetti una costante esaltazione di quegli stereotipi che ci hanno condizionato fino a poco tempo fa.

Se lo credete siete in errore, perché invece tenta di demolirli costantemente per lasciar spazio alla comprensione di chi ha effettivi problemi con l’accettazione di se stessi. Sono decenni che ci ingozziamo di stereotipi e ora che tentiamo di demonizzare quei modi di pensare così inculcati nella nostra mente, ci sembra quasi innaturale abbandonarli.

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Insatiable è una serie che vi consiglio per la sua anima tagliente e politicamente scorretta portando alla visione dello spettatore argomenti vecchi come il mondo ma che solo oggi si mettono veramente in discussione proponendo un “black humor” che scherza su argomenti che nessuno ha avuto il coraggio di contestare. Mettendo da parte le “teen dramma” tanto seguite, come può essere Tredici, e portando all’occhio dello spettatore un taglio grottesco tipico delle “black comedy”.

Io vi consiglio nuovamente di vederla, ma vi consiglio anche di non guardarla con superficialità, rischiando di confondervi le idee in merito agli argomenti trattati.

Avete avuto modo di vedere la serie nella sua interezza? Che cosa ne pensate? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Un look da “In una galassia lontana lontana”.

Rieccoci con uno dei format che preferisco in assoluto: quando condivido con voi l’esteriorizzazione della mia personalità tramite ciò che indosso.

Ho sempre sostenuto che ciò che indossiamo non sia fondamentale per capire che tipo di persone siamo, ma sostengo il pensiero che ciò che mettiamo ci rappresenti sempre.

Vi sembra un controsenso? Perché probabilmente lo è, ma non perdiamoci in discussioni che non è il momento di affrontare.

Ieri ho pubblicato il mio ultimo articolo dedicato al mondo del “cimena”, nello specifico al film Gli Incredibili 2 (trovate qui il link), che vi consiglio di non perdere se non siete ancora andati a vederlo al cinema e vorreste un parere in più.

Comunque in questo articolo non vorrei parlarvi di nuovo del film ma piuttosto di quella giornata, perché solitamente quando penso ad un outfit da indossare penso anche alla giornata che mi si prospetta e l’altro ieri è stata una giornata non poco caotica.

La mattina sono andata diretta ad assistere agli allenamenti di tennis della mia dolce metà per poi pranzare insieme a lui preparandomi un pranzetto con i contro fiocchi. Successivamente verso le tre mi ha accompagnata alla metro per vedermi con la mia migliore amica Caterina, per dirigerci al cinema, ovviamente tutto on una certa fretta.

Non è effettivamente come una giornata di lavoro ma correre in giro per Roma con un unghia incarnita che non si sa che destino debba affrontare, non è una spasso.

Vi devo confessare che l’outfit iniziale non aveva quella magliettazza di Chewbacca ma vista indossata dalla mia dolce metà ho pensato di chiedergliela in prestito per l’occasione. Adoro inserire dettagli divertenti, per questo ho pensato che fosse assolutamente perfetta.

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Cosa indosso:

Magliettazza Star Wars. Simile.
Cintura Michael Kors. Simile.
Pantaloni Sisley. Simile.
Vans a scacchi.
Borsa Coccinelle. Simile.

Cosa ne pensate di questo nuovo outfit? Fatemelo sapere con un commento qui sotto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Gli Incredibili 2 (no spoiler)

Dopo quasi 14 anni di attesa è emozionante vedere che le proprie aspettative sono state rispettate in pieno dal team di Brad Bird nei confronti di una pellicola così tanto attesa in tutto il mondo.

E’ inutile sottolineare che la maggior parte delle famiglie affezionate ai classici film d’animazione Pixar si sono immedesimate almeno una volta in questa “super” famiglia, non soltanto per le loro capacità incredibili di sventare disastri (forse in quello un pò meno) ma sicuramente per la loro vita di tutti i giorni, caotica e imprevedibile.

Personalmente posso dire con certezza che la mia famiglia e io ci siamo sempre sentiti un pò gli “Incredibili di turno” per le nostre dinamiche familiari ma anche per il legame che, nonostante le avversità, ci tiene ineluttabilmente uniti l’uno a l’altro.

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Probabilmente è questa la morale che perversa nella prima pellicola dedicata a questa famiglia di supereroi, ma sta volta la situazione cambia perché quel sentimento di GIRL POWER che ultimamente domina le scene cinematografiche è particolarmente presente in questo nuovo capitolo.

Dopo aver sventato un disastro incombente, ignorando le leggi contro i supereroi, la famiglia Parr viene scaricata anche dal programma di protezione, ma proprio quando Elastigirl e Mr. Incredibile si stanno per rassegnare all’idea di una vita in fuga perenne, il magnate Winston Deavour e sua sorella Evelyn offrono una soluzione per riportare l’opinione pubblica ad amare i supereroi tramite la diffusione telematica.
Così mentre Bob rimane a casa a badare a Violetta, Flash e un sempre più incontenibile Jack-Jack, Elastigirl parte per una nuova missione.

A occhio e croce è la trama di questa nuova pellicola che devo dirvi la verità mi è piaciuta moltissimo. Non solo perché mi ha riportato alla memoria la freschezza del primo capitolo ma anche e soprattutto per la sua modernità nei concetti, dando spazio non soltanto alla denuncia da parte del villain della situazione (non vi faccio spoiler per chi non lo avesse visto) riguardante i mezzi di comunicazione ma anche sul rapporto tra produzioni cinematografiche o televisive nei confronti del sesso femminile.

Quindi se non lo aveste visto correte al cinema e per chi l’avesse visto mi faccia sapere qui sotto nei commenti cosa ne pensa.

Come sempre io spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Disegniamo insieme e parliamo di Vampyr.

Finalmente ecco un mio nuovo video su Youtube sta volta dedicato al vampiro londinese più affascinante di tutti.

Ormai sono passate settimane da quando ho finito Vampyr, un gioco tanto discusso quando apprezzato dalla sottoscritta, e con questo nuovo format che ho ideato per l’occasione condivido con i miei utenti ciò che penso riguardo a questo ultimo titolo sviluppato da Dontnod Entertainment e pubblicato da Focus Home Interactive.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

La Delusione.

La delusione è un’emozione che ci costringe ad aprire gli occhi e serrare il cuore, che sia verso un determinato evento o una persona.

E’ quel qualcosa che ci porta a un disagio che provoca una presa di coscienza verso speranze o previsioni. Oppure anche un fatto che smentisce o vanifica le nostre aspettative, ma in ogni caso la delusione non può essere un’emozione trascurabile o in qualche modo facilmente superabile con il tempo.

E’ uno stato d’animo che ci conduce a una costante ansia e insicurezza, portandoci a contestare qualsiasi aspetto della nostra vita.

Purtroppo la delusione può presentarsi come una nuova amica, come è successo a me, ma mi sono chiesta diverse volte che cosa potesse deludere di più, se le persone o gli eventi. La risposta è stata inutile perché ovviamente è un discorso oggettivo ma sono sicura che facciano male allo stesso modo.

La delusione che mi ha toccata particolarmente purtroppo ha riguardato un’evento lavorativo a cui tenevo molto e con cui avrei intrapreso un nuovo cammino verso quella che potrebbe essere la mia futura mansione.

Speravo potesse inserirmi nella mentalità adatta, concedendomi la giusta preparazione, ad intraprendere un vero e proprio cammino verso il lavoro della blogger professionista. Purtroppo non è andata a buon fine per motivi esterni dalle mie responsabilità e questo mi ha permesso di superare la situazione con più facilità, ma le delusioni fanno fatica a passare in fretta.

Un modo semplice per superare un momento di delusione è sicuramente cambiare mentalità, superando il pianto e le insicurezze per ricercare se stessi e concedersi del tempo per organizzare un piano B.

L’animo umano è sempre ingannato nelle sue speranze, e sempre ingannabile: sempre deluso dalla speranza medesima, e sempre capace di esserlo: aperto non solo, ma posseduto dalla speranza nell’atto stesso dell’ultima disperazione.

Cit. Giacomo Leopardi

Voi avete mai affrontato una delusione simile? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

Come sempre io spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Per la gloria di Merlino, la luce è sotto il mio dominio. (Recensione Trollhunters)

Le mie previsioni su questa estate non potevano certo guidarmi verso l’arsura di contenuti originali tra serie tv o film, ma sicuramente mi ha condotta verso un porto sicuro, cioè la serie animata firmata Netflix di Trollhunters.

Ormai è passata più di qualche settimana da quando l’ho conclusa e ancora sono indecisa sul ricominciarla o meno ma su una cosa sono certa, ancora una volta Guillermo del Toro ha tirato fuori il meglio di sé.

Infatti si dice che la piattaforma streaming sia entrata in accordi con la Dreamworks per la realizzazione di altre due serie animate, collegandole a questa prima prendendo il titolo di“I Racconti di Arcadia”.

Ma adesso concentriamoci su Trollhunters perché con assoluta certezza posso dichiararla una serie animata vivace e ben realizzata, dinamica e ricca, che sorprende per dei tocchi di umanità che riescono a trasmettere calore ed emozioni.

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Sicuramente la serie parte da un filone narrativo piuttosto classico, che mette al centro il classico eroe per costruirgli attorno una storia dal carattere epico.

Fin dalle prime battute la situazione farebbe pensare che questo sviluppo venga realizzato con convenzionale prevedibilità, senza il classico tratto distinto di Del Toro, ma è solo una banale credenza, perché in ogni occasione in cui la prevedibilità potrebbe fare da padrona la scena si impregna di un’originale semplicità che non stanca mai.

Da considerare ed elogiare la buona fattura non solo delle animazioni ma anche dell’estetica di tutto il mondo che circonda il nostro protagonista, ritrovandoci a stupirci per la cura dei dettagli ed una capacità di rendere con piccoli, caldi tocchi di umanità quello che lo spettatore non si aspetterebbe mai.

Io vi consiglio di recuperarla il prima possibile se non l’aveste già vista ma se l’avete già vista, vi è piaciuta? Fatemelo sapere qui sotto con un commento.

Come sempre io spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.