Gli Incredibili 2 (no spoiler)

Dopo quasi 14 anni di attesa è emozionante vedere che le proprie aspettative sono state rispettate in pieno dal team di Brad Bird nei confronti di una pellicola così tanto attesa in tutto il mondo.

E’ inutile sottolineare che la maggior parte delle famiglie affezionate ai classici film d’animazione Pixar si sono immedesimate almeno una volta in questa “super” famiglia, non soltanto per le loro capacità incredibili di sventare disastri (forse in quello un pò meno) ma sicuramente per la loro vita di tutti i giorni, caotica e imprevedibile.

Personalmente posso dire con certezza che la mia famiglia e io ci siamo sempre sentiti un pò gli “Incredibili di turno” per le nostre dinamiche familiari ma anche per il legame che, nonostante le avversità, ci tiene ineluttabilmente uniti l’uno a l’altro.

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Probabilmente è questa la morale che perversa nella prima pellicola dedicata a questa famiglia di supereroi, ma sta volta la situazione cambia perché quel sentimento di GIRL POWER che ultimamente domina le scene cinematografiche è particolarmente presente in questo nuovo capitolo.

Dopo aver sventato un disastro incombente, ignorando le leggi contro i supereroi, la famiglia Parr viene scaricata anche dal programma di protezione, ma proprio quando Elastigirl e Mr. Incredibile si stanno per rassegnare all’idea di una vita in fuga perenne, il magnate Winston Deavour e sua sorella Evelyn offrono una soluzione per riportare l’opinione pubblica ad amare i supereroi tramite la diffusione telematica.
Così mentre Bob rimane a casa a badare a Violetta, Flash e un sempre più incontenibile Jack-Jack, Elastigirl parte per una nuova missione.

A occhio e croce è la trama di questa nuova pellicola che devo dirvi la verità mi è piaciuta moltissimo. Non solo perché mi ha riportato alla memoria la freschezza del primo capitolo ma anche e soprattutto per la sua modernità nei concetti, dando spazio non soltanto alla denuncia da parte del villain della situazione (non vi faccio spoiler per chi non lo avesse visto) riguardante i mezzi di comunicazione ma anche sul rapporto tra produzioni cinematografiche o televisive nei confronti del sesso femminile.

Quindi se non lo aveste visto correte al cinema e per chi l’avesse visto mi faccia sapere qui sotto nei commenti cosa ne pensa.

Come sempre io spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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Freelancing

La mia esperienza con il Freelancing.

Sono diventata una freelance per poco più di dodici mesi, e ho lavorato al mio blog a tempo pieno e con questo impegno, ho riflettuto  su alcune nozioni chiave che ho imparato finora. Non sono necessariamente relativi alla gestione del blog, la maggior parte sono relativa al mondo dei freelance.

La routine è essenziale.

Chiunque abbia sperimentato l’università conosce la difficoltà nell’organizzare il tempo e mantenerti motivato. Non è facile costringersi una routine a diciotto anni e non è molto più semplice a venticinque anni.

Di solito sono abbastanza diligente nel sedermi alla scrivania e a prendere il mio elenco di cose da fare, ma questo non significa che non ci sono momenti in cui vorrei alzarmi e buttarmi sul divano a vedere film.

Devi provare a trovare la tua routine, un modo per essere produttivo e così gestire al meglio il lato amministrativo del freelance.

Essere coerenti.

Il contenuto è fondamentale quando si tratta di social media e blogging. È importante prendersi pause come e quando ne si ha bisogno, ma per costruire veramente un pubblico, penso sia importante fornire contenuti costanti.

Dopo tutto, le persone che vi seguono persone hanno investito in loro tempo in voi e nella vostra passione, affinché tu sia in grado di sostenerti da solo.

Alle volte riflettere su questo mi impedisce di essere pigra e di non aderire al mio programma di posting.

Non c’è anche nessun modo giusto per blog – una volta alla settimana è altrettanto coerente come ogni giorno se questo è ciò che funziona per te. Alcuni preferiscono post più brevi, altri più a lungo e tutti i tipi di contenuti offrono qualcosa di unico e si estende a un pubblico diverso.

Conosci il tuo valore.

Conoscere il tuo valore è fondamentale quando si tratta di creare cifre per il tuo blog e evitare di vendersi.

Non riuscivo a capire, che nella creazione di qualcosa che amavo e a cui ero appassionata, stavo essenzialmente commercializzando la questione gratuitamente.

Vedevo sempre e solo il mio amore per il cinema, la moda e i videogames, e vedevo anche la gente appassionarsi alle mie parole. Ma questa mentalità doveva cambiare una volta diventata la mia carriera a tempo pieno.

Stavo investendo troppo per poco, e sentivo che alla fine qualcosa mi sarebbe dovuto ritornare indietro.

Ho imparato che se un brand non era disposto a pagare per i miei contenuti, ci sarebbe stata un’altra opportunità dietro l’angolo. E così è stato!

Il lavoro del freelance ti può scoraggiante a volte, ma sono stato fortunata a sperimentare l’effetto dello snowballare, scusate il termine leggermente fuori luogo, e essere riconosciuta per lo sforzo che ho messo nel mio lavoro.

Questo non significa che la gente non cercherà di trarre vantaggio dalla tua fatica, perciò ricordatevi del sangue, del sudore e delle lacrime che mettete nel vostro lavoro.

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Alcune persone potrebbero non capirlo.

Nei membri della famiglia e tra i miei amici meno stretti, non c’è stata una totale comprensione nei confronti di questa mia passione, ma sinceramente non tutti possono capire davvero cosa significhi essere un blogger. Potrebbero confonderlo come un modo per ottenere roba gratuita e può come un gioco, un modo per perdere tempo.

In realtà, è un vero e proprio lavoro che se fatto con serietà può diventare pesante e occupare molto tempo. È un’industria estremamente veloce che cambia costantemente e non ci vuole poco tempo per ottenere risultati.

Quindi non importa cosa gli altri pensano di te, devi solo credere nella tua etica del lavoro e rimboccarti le maniche.

Costruire connessioni.

Sia con le aziende che con le stesse marche, è sempre opportuno investire tempo nelle persone che ti avvicinano al mondo che ti interessa. Costruire connessioni significa, un lavoro più regolare dai marchi che ami.

Potresti sentirti solo a volte.

Questo è assolutamente normale!

Non mi dispiace la mia piccola “azienda”, se così si può chiamare e non sono una di quelle persone che soffrono la solitudine, anche perché ho sempre il sostegno e l’aiuto del mi compagno. Tuttavia, penso che mi mancherebbe essere circondati da un gruppo di persone, come in degli uffici normali.

Non c’è nessuno che possa darti una pacca sulla spalla e portarti il caffè da bere insieme. Un modo per chi di voi non resista proprio alla solitudine sarebbe il lavorare da caffetterie o librerie qualche volta alla settimana se è possibile, ma lavorare per conto mio non mi dispiace alla fine.

Come sempre fatemi sapere cosa ne pensate e nei commenti, e ci sentiamo ad un prossimo articolo, a presto.

G.