I miei preferiti di Dicembre.

Ebbene sì! Dopo mesi in cui per mancanza di tempo o perché effettivamente non ho avuto sotto agli occhi niente di così eclatante, ora finalmente tra regali e cosine varie ho avuto un mese pieno di cose preferite.

Iniziamo con l’abbigliamento. La maggior parte di queste cose sono regali di Natale quindi ho avuto relativamente poco tempo per utilizzarle, ma già le adoro!

La prima cosa preferita è uno splendido portafoglio di Calvin Klein. Come penso ormai sappiate dalla mia collezione di borse, io apprezzo qualsiasi articolo di questa marca perché in qualche modo evade quella parte di me in cui mi sento un automa cibernetico amante della moda. Suona strano? Probabile.

Comunque alla fine mi serviva un portafoglio piccolo ma capiente e questo è assolutamente perfetto!

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La seconda cosa, che in realtà sono due, sono questi maglioni presi rispettivamente da Mango e da HM. Sentendo il mio armadio sempre un più carente di maglioni e maglioncini invernali ho pensato che questi fossero perfetti per il mio stile.

Il primo per la sua stampa rigorosa ma le cuciture morbide con grandi maniche a sbuffo, e il secondo per il suo colore acceso e aranciato che tralatro copre moltissimo dal freddo.

la terza cosa sono questo paio di pantaloni a vita alta di Tally Weil.

Questi jeans sono stati una vera e propria rivelazione, non soltanto per la loro comodità ma anche per il fatto che pur essendo a vita alta non lasciano quel solito vuoto che si crea dietro alla mia schiena a causa di un punto vita troppo stretto.

Senza contare il fatto che non avendo nessun tipo di pantalone con strappi o difetti
(a causa della mia dolce metà, o anche personal shopper all’occorenza) li adoro ancora di più per la loro trasgressività!

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E ultimo ma non meno importante il regalo della mia dolce metà.

Un pendente di Swaroski con il mio segno zodiacale, unico e bellissimo, che sicuramente non leverò mai più dal mio collo!

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Finito con i vestiti passerei al cibo.

Dopo il giorno di Natale insieme a Caterina, una delle mie migliori amiche, siamo andate a mangiare un boccone al Mercato Centrale di Roma. Conoscevo il posto grazie a mia sorella Gaia e ai suoi studi di architettura ma non c’ero mai stata. Con mia grandissima sorpresa il posto è effettivamente incredibile e non faccio difficoltà a credere che si includa in un piano di studi architettonico.

Caterina e io però non ci siamo andate per studiarlo, ma per provare la sua cucina che devo dire è veramente ottima!

Adesso passiamo all’ultimo preferito del mese di Dicembre più legato al contesto e non tanto alla sua estetica. Sto parlando di Ghost in The Shell.

Prima anime e poi film con protagonista Scarlett Johansson nei panni di Motoko.

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Lo so che ho detto più di una volta di non apprezzare i manga o gli anime non tanto per i contenuti ma per la loro realizzazione. In questo caso però mi sono assolutamente immersa in questo progetto.

Nel contesto in cui si svolge l’anime e di conseguenza il film ogni caratteristica non ha nulla di nuovo, riutilizzando cose trite e ritrite viste in qualsiasi altre film del genere, senza contare le innumerevoli riprese alla Blade Runner.

Ma poste in quel modo con quelle tematiche con il discorso della singolarità dell’essere umano non nei confronti della macchina ma della propria identità, MI PIACE DA MORIRE!

Se voleste leggerne di più su cosa penso di questo argomento fatemelo sapere in un commento qui sotto. Per il resto, cosa ne pensate dei miei preferiti di Dicembre? Voi ci siete mai stati al Mercato Centrale di Roma?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto

G.

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Quando il “fan service” non è necessariamente negativo: Blade Runner 2049

Come penso ormai abbiate capito sono un’appassionata di cinema, e nella mia libreria di film cult ovviamente non può mancare Blade Runner. E ieri finalmente sono andata a vedere il suo seguito.

Nel 1982, Ridley Scott dirige uno dei film che resterà nella storia del cinema per sempre: Blade Runner.

Per alcuni è un film in cui si supera il fantascientifico fino ad arrivare al filosofico e al concetto stesso dell’esistenza umana, per altri una palla mostruosa con un ritmo lentissimo che ti induce a un sonno profondo dopo 10 minuti.

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Nel 2017, ben 35 anni dopo, Denis Villeneuve dirige il suo seguito.

L’incipit ci riporta a percorrere gli anni successivi alle vicende del primo film per arrivare al 2049, in cui i replicanti si sono integrati nella società per permettere la sopravvivenza del genere umano.

Ciò che ho apprezzato di più sono senza dubbio la cura delle inquadrature nel cogliere ogni dettaglio, i momenti di silenzio interrotti dallo scorrimento di una scena e senza dubbio la colonna sonora, che più di tutto mi ha riportato ai fasti del primo film.

Ho apprezzato anche l’interpretazione di Ryan Gosling che nel suo ruolo senza dubbio è riuscito a cogliere quel sottilissimo distacco tra un essere umano e un replicante. Harrison Ford, di nuovo, nel ruolo di Rick Deckard è stato evocativo e molto commovente nel ricordare il suo rapporto con Rachel, mentre per l’interpretazione di Jared Leto, sinceramente mi ha dato l’idea di voler rievocare forzatamente quella complessità tematica nella scena in cui il replicante fuggito dalle colonie dell’extramondo, esclama: “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi” e più lo guardavo e più non riuscivo a smettere di pensare a quanto sarebbe stato eccezionale David Bowie in quel ruolo.

Però adesso volevo soffermarmi sul discorso del “fan service“, che in molti casi viene visto come un fattore negativo, ma solo in pochi è oggettivamente così.

Nel primo Blade Runner la caratterizzazione del concept artistico e l’idea dietro al film era prorompente in qualsiasi inquadratura e/o dialogo. In questo seguito quello che avrei voluto vedere sarebbe stato un becero “fan service“, quindi un ripropinamento di quella atmosfera angusta, cupa e sporca in una città dominata dalla tecnologia e dalla paura, che portò l’esistenza stessa a uno stadio avanzato anche se disprezzato dall’essere umano perché fittizio.

Ma anche se il mio desiderio non è stato esaudito non posso dire che Blade Runner 2049 non mi sia piaciuto.

Voi l’avete visto il primo Blade Runner? Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.