Quando la Guerrilla Games ti sconvolge!

Soltanto otto mesi sono passati dall’uscita di Horizon Zero Dawn, ultimo capolavoro di Guerrilla Games in esclusiva per PS4, e già possiamo godere di Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds. Diamogli un’occhiata.

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Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds espande la mappa di gioco base con un’area molto grande e raggiungibile seguendo la strada maestra nord orientale. Aloy, come sempre, non si ferma di fronte a nulla e a nessuno neppure all’evidenza del fatto che quella strana regione che riposa oltre lo Squarcio sia infestata di pericoli.

Il primo insediamento abitato da temerari Banuk ci rende a conoscenza di quella che sembra delinearsi come una nuova minaccia per la poca umanità rimasta in vita sul pianeta. Un vulcano attivo presso cui vivono e proliferano terribili biomacchine mai viste prima.

Se come me foste amanti della bellissima ambientazione di Horizon Zero Dawn, troverete che la regione dello Squarcio siano semplicemente meravigliose. Un’atmosfera in continua  penombra o eterno crepuscolo e quando cala la notte, la volta celeste si illumina di costellazioni e l’aurora boreale dipinge dei suoi colori sfumati grandi tratti del cielo, lasciandomi davvero meravigliata.

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Contemplando questo scenario non si può applaudire al lavoro di Guerrilla Games nel trasmettere la durezza e la bellezza di questa nuova parte esplorabile.

La mappa di The Frozen Wilds equivale a quella di una regione del gioco base. E’ davvero grande, ma quel che importa è che non si tratta di un semplice fazzoletto di terra da cui trarre pochi vantaggi. Sto parlando di una vera regione di gioco in aggiunta con un’avventura ad essa dedicata, sotto-trame, incarichi, missioni di caccia e non meno di una decina d’ore in cui perdersi. Fantastico!

In Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds anche a livello di gameplay troviamo qualche novità. Aloy, adesso, può attingere da nuovi materiali da riforgiare, nuovi elementi ottenibili e scambiabili, nuove armature, armi, oggetti di varia utilità. Anche le mostruose bio-macchine che abitano Lo Squarcio sono diverse dalle solite a cui sono stata abituata. Per fare fronte a queste, gli sviluppatori hanno pensato bene di dotare Aloy di nuove abilità che possano aiutarla a contrastare le nuove minacce.

Tecnicamente parlando mi sono trovata di fronte ad un’espansione e per questo poco o nulla è variato nel comparto visivo. Però quello che salta subito all’occhio è lo stile che pervade tutta la nuova ambientazione, che impiegando svariato tempo nell’esplorazione ho notato essere veramente permeante.

Sul fronte della giocabilità è sempre divertentissimo e giocoso, e mi sono felicemente accorta di un miglioramento nelle espressioni dei personaggi e questo non può che far bene alla complessività di questo solido, corposissimo e ben realizzato, DLC (meglio dire espansione vista la mole di contenuti) che è sicuramente imperdibile se aveste apprezzato il gioco di base come me.

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Cosa aspettate a metterci le mani su Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds? Io ci tornerò sicuramente appena finito di rileggere questo articolo.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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The Evil Within 2

Tango Gameworks ha finalmente realizzato il seguito di un gioco con un’idea decisamente ben realizzata: The Evil Within.

Alla luce dell’insuccesso monetario che ha avuto il primo episodio pensavo non avremmo più rivisto questo titolo, invece grazie a Bethesda possiamo finalmente apprezzare il suo reale potenziale.

Di solito nel mondo videoludico se un sequel riesce a migliorare tutti i punti deboli del predecessore cambiando completamente ma pur sempre mantenendo un certo grado di familiarità, allora è senza dubbio un ottimo gioco.

The Evil Within 2 avendo una trama assestante non è vincolato al primo episodio e di conseguenza è perfettamente giocabile e godibile, eccetto forse per i primi momenti di gioco in cui riprendono squarci della prima trama obbligando il giocatore a conoscere, un minimo, le vicissitudini del nostro protagonista.

Un altro punto di forza del titolo è senza dubbio il comparto estetico che rende l’atmosfera, pur essendo un horror, unica nel suo genere riproponendo meccaniche già ben note. La presenza e la caratterizzazione di personaggi interessanti e unici, assieme alla rielaborazione di Sebastian Castellanos che, perdendo le sue connotazioni asiatiche, acquisisce un carattere completamente diverso rendendo l’esperienza più realistica.

La linearità della trama del precedente capitolo è stata completamente abbandonata per una forma più moderna. La struttura della mappa di gioco è stata sostituita da un unico blocco in cui tutta l’azione, comprese le quest secondarie, avvengono. L’intelligenza artificiale dei nemici è pressoché inesistente rendendo l’esperienza di gioco sensibilmente più semplice, anche per le armi che più efficaci di quanto dovrebbero.

La componente survival è diventata decisamente primaria, in quanto la quantità e la capacità delle munizioni sono stabilite solamente da quante ne realizzeremo con materiali ottenibili tramite la nostra ricerca, ma comunque ricordando che sono decisamente limitate. Nel caso in cui le munizioni dovessero scarseggiare si può sempre ripiegare sullo stealth, rendendo però il gameplay decisamente monotono e semplificato anche per la stupidità dei nemici con un campo visivo abbastanza ridotto da cui non sarà difficile sfuggire.

Nonostante l’atmosfera da incubo e un gusto per il grottesco impeccabile, il gioco non trasmette mai quei momenti d’angoscia e terrore che in horror dovrebbero essere quasi obbligatori, appiattendo la scena.

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Giocandolo da PS4 pro graficamente è veramente piacevole da vedere, ma su pc la sua estetica riceve la giusta gratificazione anche se diventa abbastanza pesantuccio se impostato a ultra. abbassando sensibilmente i frame.

The Evil Within 2 è un titolo leggero per i fan dell’horror ma un’esperienza videoludica da non sottovalutare, a mio parare veramente particolare.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

CupHead e la questione del gameplay.

Premesso che il mio interesse nell’industria dei videogiochi è legato principalmente a una passione coltivata da quando ero piccola, come penso molti di voi, bando alle ciance e andiamo dritti al cuore del discorso.

Per tutti gli appassionati che sono sempre informati sulle esclusive Microsoft, questo articolo non vi suonerà come “nuovo” o “mai letto”, ma come un’altra campana che vuole riecheggiare quando, a mio modesto parere, è il momento di farlo.

L’argomento in questione è CupHead, un videogioco platform shoot’em up, sviluppato e pubblicato dai fratelli Chad Moldenhauer e Jared Moldenhauer di Studio MDHR per Xbox One e Microsoft Windows.

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Con uno stile che ricorda le illustrazioni dei cartoni animati degli anni 30 del ventesimo secolo, CupHead non si distingue solo stilisticamente ma anche per il suo gameplay che riporta alla mente i famosi Metal Slug e Contra, in un secolo in cui quel genere di sparatutto è stato messo da parte.

Il gioco però viene tirato in causa per l’episodio scatenato dal giornalista Dean Takahashi che scrive di videogiochi da 20 anni, e che quando ha provato il gioco in anteprima, non ha saputo sfruttare la sua prestazione come ci si aspetterebbe da un “esperto” del campo.

Questo articolo non è volto a sminuire la figura del giornalista videoludico, ma solo nel mettere in luce un discorso ben più intricato.

Da quando gli youtuber, i blogger e/o gli influencer sono entrati nel mondo dell’informazione telematica, gli addetti che facevano parte delle rispettive realtà nel mondo del cinema, della moda o in questo caso dei videogiochi, si sono tirati in causa per affossare questi personaggi, perché ritenuti poco competenti.

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(Adesso non sto dicendo che non ci sono persone che sparlano per il gusto di guadagnare senza sapere di cosa trattano, ma penso anche che ci siano molte altre persone che coltivano le loro passioni come possono, anche con vie non convenzionali).

Il caso di questo giornalista ha soltanto alzato il polverone che da sempre si aggira nel web, ma parliamone più affondo:

La differenza tra un giornalista e un blogger non la definisce la sua competenza nello scrivere e nell’esserne autorizzato a farlo, ma nel avere diversi background con mezzi di comunicazione simili.

In questo caso la dimostrazione che alle volte tra un blogger e un giornalista, “professionista” del suo campo, non ci siano affatto differenze, è palese!

Perché se un giornalista che esercita la sua professione da molto tempo può mostrare di non avere alcuna praticità nell’utilizzo dello strumento con cui dovrebbe saper realizzare il suo lavoro, qualcosa vorrà dire.

Forse che anche i giocatori scarsi possono diventare giornalisti videoludici?

In questo campo l’esperienza di chi ne scrive è plasmata durante gli anni, quando durante le varie ere videoludiche, l’appassionato stabilisce una sua coscienza.

Questo permette al videogiocatore di realizzare materiale valido, utilizzato soggettivamente, perché basato sul gusto.

Ma quando si incontra un gioco solido, ben confezionato e che piace alla comunità, la propria soggettività diventa oggettività.

Nel mondo dei videogiochi si analizza un’interpretazione complessa che deriva da un lavoro intricato e creato per intrattenere, quindi non sempre semplice da interpretare, e secondo me il valore che dovrebbe avere chi si occupa di videogiochi è capire chi scrive l’articolo e relazionarsi.

Quindi non vi sembra che questa sorta di soffocamento nei confronti dei blogger, degli influncer e degli youtuber possa cessare?

Fatemi sapere cosa ne pensate.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

 

 

 

Assassin’s Creed, una classifica dei titoli principali.

Andiamo a ripercorrerli tutti insieme.

Partiamo dalle basi, per chi di voi non sapessero di che gioco si tratta, Assassin’s Creed è una serie di videogiochi action e di avventura sviluppati da Ubisoft Montréal e pubblicati da Ubisoft per console e PC.

Devo ammettere che non è stato affatto facile metterli in riga, anche perché io sono una grandissima fan della saga, ma in qualche modo ci sono riuscita. Questa sarà una classifica abbastanza soggettiva quindi se non foste d’accordo sentitevi liberi di scrivermelo nei commenti.

Detto questo passiamo a una piccola classifica dei giochi che hanno ispirato la grandissima interpretazione di Michael Fassbender.

9. Assassin’s Creed Syndicate.

Nonostante la grandissima novità del poter giocare sia un protagonista maschile che femminile, la Ubisoft ha giocato male le sue carte.

Implementare la possibilità di comandare una Londra, poco vittoriana, tramite criminali in giro per la città mi è sembrato un raffazzonamento delle abilità che aveva Ezio di assoldare ladri, mercenari o cortigiane. Senza parlare dei buchi di trama che hanno lasciato i protagonisti completamente alla balia delle supposizioni sulla loro parentela con gli assassini.

Ci credo che dopo Syndicate la Ubisoft ha voluto aspettare due anni per rilasciare il prossimo gioco.

8. Assassin’s Creed Rogue.

Immagino che alcuni di voi non lo ritengano un vero e proprio gioco che si riallaccia alla storia principale, ma per me lo è stato.

Il fatto che andasse a toccare da vicino sia la storia di Connor che di Arno, credo sia stata un’idea eccezionale per chi ama i particolari. Mentre la storia di Shay ha lasciato il tempo che trova.

Un assassino che cambia fazione diventando un Templare e uccide tutti i suoi vecchi compagni. Nulla di ridire se non fosse per il fatto che lui ricerca il libero arbitrio in un gruppo di fanatici che cercando di controllare il mondo. Si nota che odio i Templari?

Il gameplay non subisce nessuna variazione rispetto al suo predecessore Black Flag, e riprende in pieno la presenza di battaglie navali e quant’altro. Nulla di innovativo, quindi esattamente perché l’hanno fatto?

7 Assassin’s Creed Unity.

Sinceramente sono stata molto combattuta da chi collocare in questo numero, ma credo che Assassin’s Creed Unity sia quello giusto.

Ho amato alla follia la storia tra Arno e Elise, tanto quella di Ezio e Cristina, con come cornice una trama accettabile. Ho anche apprezzato moltissimo la possibilità di poter cambiare armamenti e armature al protagonista.

facendo due conti la sola cosa non ho sopportato di Unity, sono stati i continui problemi, di frame, di bug, e anche con la console stessa, che alla fine mi hanno fatto gioire per averlo completato.

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6. Assassin’s Creed 3.

La storia di un indiano d’America che si unisce agli Assassini per salvare la propria gente, mi è sembrato uno spunto più che adatto per un gioco del genere. Ho adorato gli incontri tra Connor e i personaggi storici che a quel tempo guidavano il paese, e le ricostruzioni delle città. L’introduzione al gameplay dedicato alle sessioni con la nave in pieno oceano? Meravigliose. E i capitoli in cui era presente anche Haytham mi hanno veramente trascinato nell’atmosfera nel gioco.

Ma non è un gioco privo di difetti o di momenti di imbarazzo, come quelli dedicati a Desmond. Caliamo un velo pietoso (meno male che a un certo punto è morto).

5. Assassin’s Creed Black Flag.

Di Black Flag mi è piaciuto praticamente tutto, il sistema che utilizzano le navi, i personaggi secondari, il protagonista, la possibilità di modificare la propria nave e i suoi upgrade, la nuova mappa più estesa e anche forse il totale menefreghismo di Edward nei confronti degli Assassini.

Ma la novità migliore di tutte a mio parere è stata quella di aver dato più libertà al giocatore di gestire a proprio piacimento l’animus. Non più fondamentale per la sessione dedicata all’immersione storica, ma complementare.

4. Assassin’s Creed Revelations.

In questo capitolo riviviamo gli ultimi anni della vita di Ezio.

Io ho amato i tre capitolo dedicati a lui, semplicemente perché Ezio è stato un personaggio unico. Ci hanno dato la possibilità di affezionarci a lui da piccolo e lo abbiamo seguito in tutto il suo viaggio dall’Italia fino alla Turchia.

A Costantinopoli conosce Sofia che darà al mondo i suoi figli e che lo amerà fino alla sua morte, e questo ci ha lasciato un bellissimo ricordo di come la sua vita sia finita.

In Revelations l’ambientazione ci riporta alla mente Altair, e i suoi viaggi per la Terra Santa, che ci lasciano un sentimento di nostalgia e di fine di un cammino durato tre anni.

3. Assassin’s Creed.

Il capostipite di una delle serie videoludiche più amate negli ultimi 20 anni, da cui è cresciuta la fama di Ubisoft.

La mia esperienza con il primo Assassin’s Creed è stata dopo il secondo capitolo quando, ormai innamorata del genere, ho deciso di recuperarlo. Per completismo.

Non mi ha annoiata il suo gameplay ripetitivo, anzi mi ha affascinata la sua metodicità, che mi ha spinto a finirlo nel giro di qualche giorno. Certo, se dovessi riprenderlo in mano adesso sarebbe forse una tortura, ma sarebbe sempre un tuffo nei ricordi.

2. Assassin’s Creed 2.

Nella mia classifica penso che vi aspettavate di trovare Assassin’s Creed 2 al primo posto, invece eccoci qui.

Sebbene mi sia rimasto nel cuore per le sue ambientazioni squisitamente italiane e le ricostruzioni accurate per personaggi e luoghi di quell’epoca, non è stato in assoluto il mio preferito. Anche con un Ezio giovane e innocente il suo fascino colpisce chiunque abbia a che fare con questo titolo, e te lo fa comprendere al meglio.

1. Assassin’s Creed Brotherhood.

Ed eccoci arrivati al miglior titolo che, secondo me, merita il primo posto.

Sono di parte, lo ammetto, ma per me è stata senza dubbio l’ambientazione riuscita meglio. Non solo per la meticolosità nel ricostruire ogni singolo scavo che si trova a Roma e nelle sue meravigliose campagne, ma anche la ricostruzione storica di ogni monumento, di ogni fontana e chiesa.

Mi ha lasciata veramente senza parole.

Senza parlare dell’approfondimento del rapporto tra Ezio e Leonardo, del suo DLC, della ricostruzione delle vicende dei Borgia in Italia, e della maturazione di Ezio e della setta degli Assassini. Questi sono tutti particolare che messi insieme tirano fuori un prodotto ottimo, secondo me.

Adesso che sta arrivando il 2018 la Ubisoft ci donerà un altro fantastico gioco, che senza subbio amerò come ho amato tutti gli altri.

Voi cosa ne pensate di questa saga? Siete d’accordo con me su questa classifica?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Gamescom 2017: orari e giochi presentati durante l’evento.

Un dei momenti più attesi dell’anno da parte di noi videogiocatori è arrivato

Dopo il non proprio brillante E3 di quest’anno è giunto il momento di volare a Colonia per l’evento videoludico più importante d’Europa: Gamescom 2017.

La fine del 2017 e tutto il 2018 si prospettano essere degli anni decisamente interessanti per l’industria videoludica, con il lancio di una nuova e più potente Xbox, molte esclusive PlayStation con cui speriamo di divertirci a lungo e una Nintendo intenzionata a supportare e lanciare al massimo la sua nuova console, che sta riscuotendo un notevole successo.

Niente male!

La Gamescom 2017 potrebbe quindi essere, per i produttori di hardware e software, l’occasione adatta per mostrare quanto ci attende nel nostro prossimo futuro, non soltanto videoludico. Vi elenco quindi tutti gli appuntamenti e i giochi da non perdere da vedere assolutamente, per non perdersi assolutamente nulla di questo importantissimo,, e interessantissimo, evento videoludico.

L’edizione della Gamescom 2017 ha avuto ufficialmente inizio il 22 agosto, ma solo fino al 23 l’accesso è riservato agli addetti ai lavori. Per poi concludere l’evento il 26 agosto.Come per gli anni scorsi Sony non si prenderà il proprio spazio per una conferenza, anche se inizialmente sembrava potesse esserci la possibilità. Probabilmente sarà per il prossimo anno. Per le più succose e accattivanti novità riguardanti PlayStation dovremo quindi attendere la PlayStation Experience 2017.

Come amante della PlayStation, non aspetto altro!
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I  vari rumors

Dopo un E3 2017 non proprio carica di notizione e di colpi di scena, dal punto di vista delle sorprese e dei nuovi annunci, è difficile aspettarsi grosse novità alla Gamescom, che solitamente non ha il compito di portare informazioni come l’evento losangelesco.

Quest’anno in particolare non ci sono stati i soliti rumors che solitamente circolano attorno alla manifestazione videoludica di Colonia, come negli anni passati. Anche dei grossi produttori come 2K Games non saranno neanche presenti alla Gamescom 2017 e diversi sviluppatori quest’anno non hanno ufficializzato neanche la propria presenza all’evento. Un anno fiacco direi.

THQ Nordic ha però annunciato che alla Gamescom di quest’anno rivelerà due nuovi misteriosi giochi, uno di questi potrebbe forse essere un nuovo capitolo della serie Red Faction, anche se non è stato confermato ancora nulla. La proprietà intellettuale, precedentemente di THQ, è stata infatti acquistata dal produttore austriaco, strappandola allo sviluppatore Volition che ha dato la luce al franchise, ma che oggi è uno studio interno di Deep Silver.

Ma passiamo a questo piccolo calendario di tutti gli orari e i giochi che ci sono stati e ci saranno:

Domenica 20 agosto

  • Conferenza Xbox/Microsoft – ore 21:00

Lunedì 21 agosto

  • Conferenza Nvidia – ore 11:00
  • Conferenza Electronic Arts – ore 18:30
  • Age of Empires: celebrazione del 20° anniversario – ore 21:00

Mercoledì 23 agosto

  • Diretta Super Mario Odyssey (Nintendo) – ore 15:00
  • Diretta Blizzard – ore 18:00

Giovedì 24 agosto

  • Diretta Metroid: Samus Returns (Nintendo) – ore 12:00

Venerdì 25 agosto

 

  • Star Citizen – ore 21:00

Gli sviluppatori e i produttori presenti

All’interno dello spazio espositivo di questa Gamescom 2017, gli sviluppatori e i produttori di videogiochi possono mostrare i risultati del proprio lavoro, attraverso video, conferenze e postazioni da gioco. Andiamo a vedere quali software house e publisher importanti saranno presenti all’evento:

    • 505 Games
    • Activision Blizzard
    • Amazon
    • Bandai Namco
    • Battlestate Games
    • Bethesda Softworks
    • Blizzard Entertainment
    • Bohemia Interactive
    • Capcom
    • CD Projekt
    • CI Games
    • Coffee Stain Studios
    • Deep Silver
    • Electronic Arts
    • Epic Games
    • Facebook
    • Focus Home Interactive
    • Frontier Development
    • Frozenbyte
    • Intel
    • Kalypso Media
    • Konami
    • Microsoft
    • Milestone
    • Nintendo of Europe
    • Nvidia
    • Perfect World Europe
    • Rebellion
    • Roberts Space Industries
    • SEGA Europe
    • Sony Interactive Entertainment
    • Splash Damage
    • Square Enix
    • Team17
    • Techland
    • THQ Nordic
    • Tiny Bull Studios

 

  • Ubisoft
  • Wargaming Europe
  • Warner Bros. Entertainment

I giochi confermati

Subito dopo vi elenco tutti i giochi delle line-up confermati dai produttori e dagli sviluppatori che saranno presenti alla Gamescom 2017.

1C Company

  • Ancestors
  • Deep Sky Derelict
  • Fall of Light
  • Haimrik
  • Unknown Fate
  • Il-2 Sturmovik: Battle of Kuban

Activision

  • Call of Duty: WWII
  • Crash Bandicoot N.Sane Trilogy
  • Destiny 2

Bandai Namco

  • Ace Combat 7
  • Dragon Ball FighterZ
  • Little Nightmares
  • Naruto to Boruto: Shinobi Striker
  • Ni no Kuni II: il Destino di un Regno
  • Project CARS 2

Battlestate Games

  • Escape from Tarkov

Blizzard

  • Dialo III
  • Hearthstone
  • Heroes of the Storm
  • Overwatch
  • StarCraft II
  • StarCraft: Remastered
  • World of Warcraft

Capcom

  • Monster Hunter: World
  • Marvel vs. Capcom: Infinite

Deep Silver

  • Kingdom Come: Deliverance
  • Shenmue III

Electronic Arts

  • FIFA 18
  • Madden NFL 18
  • Need for Speed Payback
  • The Sims 4 (per console)
  • Star Wars Battlefront II

Konami

  • Metal Gear Survive
  • Pro Evolution Soccer 2018

Nintendo

  • ARMS
  • Fire Emblem Warriors
  • Mario & Luigi: Superstar Saga + Scagnozzi di Bowser
  • Mario + Rabbids: Kingdom Battle
  • Metroid: Samus Returns
  • Monster Hunter Stories
  • Pokkén Tournament DX
  • Splatoon 2
  • Super Mario Odyssey
  • Xenoblade Chronicles 2

PlayStation – Sony

  • Gran Turismo Sport
  • Uncharted: The Lost Legacy

Square Enix

  • Battalion 1944
  • Deadbeat Heroes
  • Dissidia Final Fantasy NT
  • Final Fantasy XII: The Zodiac Age
  • Final Fantasy XV: Windows Edition
  • Forgotten Anne
  • Life is Strange: Before the Storm
  • Lost Sphear
  • Oh My Godheads
  • Rise of the Tomb Raider per Xbox One X
  • Tokyo Dark

THQ Nordic

  • Aquanox Deep Descent
  • Battle Chasers Nightwar
  • ELEX
  • The Guild 3
  • Spellforce 3
  • Wreckfest

Ubisoft

  • Assassin’s Creed Origins
  • The Crew 2
  • Far Cry 5
  • For Honor
  • Mario + Rabbids Kingdom Battle
  • Rainbow Six Siege
  • South Park: Scontri di-retti

Xbox – Microsoft

  • Age of Empires: Definitive Edition
  • Crackdown 3
  • Cuphead
  • Forza Motorsport 7
  • Sea of Thieves

Questi eventi hanno la possibilità di cambiare gli scenari videoludici stravolgendo il mercato, e quest’anno purtroppo non ce n’è stata occasione, confido molto nell’evento PlayStation Experience 2017. Vediamo come andrà!

Voi cosa ne pensate di questa Gamescom? Fatemelo sapere nei commenti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Cosa ne penso di Middle Earth: Shadow of War.

Ricreare le sensazione del Signore degli Anelli utilizzando come fulcro il nemesis system.

Per chi di voi non avesse mai sentito nominare questo titolo, Middle Earth: Shadow of War e il suo predecessore Middle Earth: Shadow of Mordor, sono dei videogiochi di ruolo/azione e open world ispirati all’universo fantasy tratto dai romanzi di Tolkien.

Questo progetto è sempre apparso al videogiocatore come un’insieme di meccaniche riprese dalla saga degli Arkham o degli Assassin’s Creed unite per combinare, sì un gameplay divertente da giocare, ma anche privo di un carattere proprio e facile da dimenticare.

Invece quando il primo titolo venne rilasciato sugli scaffali, per stupore di tutti (compreso il mio), Middle Earth: Shadow of Mordor fu veramente rivoluzionario.

Caratterizzato da un nemesis system calibrato con maestria dal team di sviluppo, questo videogioco ha ricreato situazioni analoghe a nessun altro titolo fin ora uscito. Con un open world scarno, che per molti videogiocatori fu troppo ristretto, per altri significò una maggiore longevità del titolo, perché andava a premiare la mobilità del protagonista e non stuccava affatto.

Parlando del lato estetico del gioco, concentrandosi sulla resa del personaggio principale, ha permesso al team di guadagnare sicuramente qualche punto a loro vantaggio. Non soltanto per le scene in cui le animazioni “dei protagonisti” permettevano di bloccare due attacchi contemporaneamente, rendendo la scena piacevole da vedere, ma anche le scelte di giustificare alcune situazioni riguardanti la storia tramite il gameplay. Come la provvisoria immortalità del protagonista.

Sicuramente è stato un successo meritatissimo per Monolith Productions, lo studio di sviluppo, e per Warner Bros che l’ha pubblicato. Se non lo avete ancora giocato vi consiglio di recuperarlo.

Adesso parliamo di quel che sappiamo del suo sequel.

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Dai vari video pubblicati sicuramente la prima cosa che mi è saltata all’occhio è stata l’ambientazione, più colorata, viva e particolareggiata, riportando una sensazione scenica incredibile.

Le aree di gioco legate agli assedi sono sensibilmente più grandi rendendo le scena più caotica e immersiva. Realizzando un forte come nucleo per il completamento degli assedi, agli avversari di Mordor hanno aggiunto un grado alle loro schiere, che si conclude in una vera e propria boss fight.

Un altro cambiamento che ho piacevolmente notato è stato lo stravolgimento delle abilità del protagonista e il suo power up, reso ancor più ramificato e personalizzabile. Per elaborare un stile di gioco sempre unico.

Monolith rendendo il più epico possibile questo titolo ha creato un gioco privo di intenti come “mettere più roba e farla meglio”, con il costruirsi intorno quello che rese unico il suo predecessore, ampliandolo.

L’uscita è fissata per il 22 agosto, vediamo se riuscirà a mantenere le aspettative.

Voi avete giocato Shadow of Mordor? Cosa ne pensate?

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Confermato per novembre il primo DLC di Horizon: Zero Dawn.

Guerrilla ha FINALMENTE confermato il rilascio del primo DLC di Horizon: Zero Dawn, previsto per novembre.

Questa grandissima casa videoludica ha, finalmente, confermato che The Frozen Wilds, il primo DLC di Horizon, sarà disponibile ai videogiocatori di tutto il mondo a novembre.
Non vedo l’ora!

“Oltre le montagne settentrionali, dove sono presenti i confini dei Banuk, questa tribù sfida chiunque osa sopravvivere agli estremi”, ci dice PlayStation.
“Ma ora questo luogo freddo nasconde una nuova minaccia, e per Aloy, un nuovo mistero che, come sempre, è determinata a risolvere”.

Il DLC presenterà una nuova area di gioco, in cui, insieme ad Aloy, potremo muoverci liberamente insieme anche a nuove macchine minacciose.

Fin dai primi istanti di gioco ho percepito l’idea di sfida costante che voleva suscitare, invece adesso è bastato solo un trailer per farmi accapponare la pelle, dalla curiosità, ma anche dalla paura.
Fantastico!

Il contenuto verrà distribuito esclusivamente su PS4 il 7 novembre e supportato da PS4 Pro, proprio come il gioco principale.

Naturalmente, non c’è bisogno che vi dica che bisogna possedere una copia del gioco Horizon: Zero Dawn per acquistare il DLC, quindi se non l’avete ancora comprato, avete circa tre mesi per prenderlo e godervelo fino in fondo.

Io me lo sono divorato in una settimana. E’ un gioco unico di cui mi sono innamorata fin dalle prime immagini, che Guerrilla, aveva rilasciato sui social.

Non è sicuramente un gioco perfetto, ma è un progetto che merita di essere apprezzato per l’impegno degli sviluppatori, che hanno svolto un lavoro unico!

Dal giugno di quest’anno, Horizon ha venduto più di 3,4 milioni di copie. Un traguardo meritatissimo direi.

Per chi ancora non avesse avuto modo di vedere il trailer, rivediamolo insieme.

Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.