Disegniamo insieme e parliamo di Vampyr.

Finalmente ecco un mio nuovo video su Youtube sta volta dedicato al vampiro londinese più affascinante di tutti.

Ormai sono passate settimane da quando ho finito Vampyr, un gioco tanto discusso quando apprezzato dalla sottoscritta, e con questo nuovo format che ho ideato per l’occasione condivido con i miei utenti ciò che penso riguardo a questo ultimo titolo sviluppato da Dontnod Entertainment e pubblicato da Focus Home Interactive.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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Il mio video dedicato a DETROIT!

Ecco un nuovo video da condividere insieme a voi, questa volta dedicato a Detroit Become Human.

Ho adorato questo videogioco e spero che con questo nuovo video sia riuscita ad esprimere al meglio il mio entusiasmo.

Questo piccolo progetto che riguarda Youtube ha riscontrato un notevole successo da voi, i miei utenti, e di questo posso esserne semplicemente grata. Vi ringrazio per il continuo sostegno che rivolgete a me e al mio contenuto.

Spero di registrarne molti altri e fatemi sapere cosa ne pensate, a presto.

G.

E3 2018: flusso di coscienza a caldo.

Questa E3 è ufficialmente iniziata ma anche quasi finita e anche se mi sarebbe piaciuto molto caricarvi un video in diretta per commentare insieme quanto è stato presentato, in questo caso un articolo potrebbe evitare incomprensioni.

Io amo i videogiochi e amo il genere di contenuto che possono offrire, ma so anche cosa circonda quel videogioco singolo che troviamo sugli scaffali dei negozi, cioè le aziende videoludiche.

Da quando ho intrapreso gli studi per ampliare le mie conoscenze per quanto riguarda la parte meno tecnica del lavoro degli sviluppatori, ho anche appreso il lavoro che ci può essere dietro una critica volta a quelle aziende che per pura avidità creano lo scheletro che circonda una delle mie più grandi passioni.

Per essere chiari, da parte mia una critica non avrà mai una connotazione negativa, ma semplicemente per migliorare ciò che secondo il ruolo del consumatore può essere migliorato mi piacerebbe esprimere la mia opinione.

Dopo avervi spiegato le fondamenta del mio pensiero arriviamo al sodo di questo articolo.

Ho seguito questa E3, sto continuando e seguirla e la finirò di seguire, ma per quanto riguarda il mio pensiero critico vorrei offrirvi una copertura esclusivamente per quei titoli che so sicuramente di voler provare e discutere insieme a voi.

Iniziamo sicuramente dall’annuncio che mi ha emozionata maggiormente, Kingdom Hearts 3.

I trailer che ho avuto modo di vedere hanno aggiunto non soltanto la certezza di poter rivedere facce amiche e di incontrare nuovi personaggi sempre legati all’universo Disney, ma anche di ricevere il dono più bello che potesse farmi Square Enix, cioè una data certa per questo titolo attesissimo.

Un altro titolo che mi ha incuriosita e anche notevolmente confusa è stato Death Stranding.

Già da tempo i trailer avevano attirato la mia attenzione per il senso di oppressione che denota il mondo che circonda l’attore di The Walking DeadNorman Reedus, ma devo ammettere che il progetto mi ha attirava fin dal principio per la firma che caratteristica la direzione artistica, cioè Hideo Kojima.

Staremo a vedere ma la presenza di Léa Seydoux può tornare soltanto a suo vantaggio.

Adesso è il momento di parlare di Ghost of Tsushima, esclusiva PS4.

Un titolo incorniciato da un mix di cultura giapponese, ambientazioni realizzate con grafica eccezionale e personaggi ben caratterizzati, non può che attirare all’istante la mia attenzione.

In un Giappone feudale con un Samurai nel ruolo del protagonista non mi è stato difficile immaginare che il combat system avrebbe concesso un sottile margine di errore al giocatore inesperto, ma la possibilità di morire e uccidere sempre al primo colpo suggerendo un bilanciamento che non sarà comunque permissivo lascia spazio a un margine d’errore più gestibile anche per la sottoscritta.

Spero non dovremo aspettare ancora a lungo per scoprirlo.

Sekiro Shadows Die Twice è il Bloodborne 2 che attendevamo o un Nioh commissionato da Activision?

Questo pensiero mi ha abbandonato quasi immediatamente, ma questo Shadow Die Twice mi ha lasciata sufficentemente perplessa da pormi una domanda tanto strana fin ad arrivare a un pensiero appassionato e intimorito al tempo stesso.

Sappiamo che anche se ambientato in un apparente Giappone feudale ne rimane svincolato per quanto riguarda la realisticità degli avvenimenti e questo a mio parere può essere solo un fattore positivo, senza contare l’assenza di caratteristiche e l’introduzione a un effettivo sistema di stealh.

Per quanto riguarda la dinamicità del gameplay sono davvero entusiasta di questa meccanica anche se discostante dai capostipiti di From Software.

Nel complesso sia io che la mia dolce metà vorremmo giocarlo fin da ora ma sembrerebbe che dovremo aspettare!

Adesso passiamo a quel titolo che probabilmente tutti starete aspettando in questo commentario cioè, Assassin’s Creed Odyssey.

Sperando in un riscatto dopo Syndicate il team Ubisoft Montreal intraprende questo sviluppo 3 anni fa. Dopo aver atteso 2 anni uscì Assassins’s Creed Origins, a mio parere un’eccellente rinascita della saga dopo gli insuccessi precedenti. Ora, dopo un anno dalla sua uscita, viene presentato Odyssey che uscirà il prossimo 5 Ottobre.

Premetto che il concept del capitolo e le sua diversità mi hanno intrigato, la scelta di Ubisoft di avvicinarsi sempre più verso il GDR Super Open World mi ha intimorita specialmente quando ho intravisto le scelte multiple nei dialoghi, ma non sono d’accordo con l’affossare l’idea di stravolgimento di ciò che determina il gameplay della saga e non sono d’accordo con chi accusa Assassin’s Creed di aver perduto la propria identità.

Semplicemente aspettiamo di saperne di più per giudicare con i giusti gradi di conoscenza.

Voi state seguendo questa E3? Quali titolo vi hanno stuzzicato? fatemelo sapere in un commento qui sotto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

GOD OF WAR: la mia prima video recensione.

Finalmente è uscito il mio primo video su Youtube.

Sono passate diverse settimane da quando sui miei social vi ho parlato di questo piccolo progetto e oggi finalmente ho caricato la mia prima video recensione sul canale.

Vi confesso che nel 2018 senza mezzi sufficentemente professionali è difficile rendere ciò che si vorrebbe condividere ma spero che questo primo video sia un tentativo sia per me che per voi di capire cosa vi piace e come potrei costruire il format migliore per voi!

Spero di registrarne molti altri e fatemi sapere cosa ne pensate, a presto.

G.

Assassin’s Creed Origins: La Maledizione dei Faraoni.

La Ubisoft ha rilasciato anche l’ultimo contenuto scaricabile, che dopo l’espansione “Gli Occulti”, aveva portato un leggero calo di interesse. Ma con quest’ultima la situazione è cambiata!

Questo articolo probabilmente avrà delle inclinazioni al “fanboyismo”, allungatemi il termine, ma cercherò di darvi anche un contenuto il più possibilmente oggettivo spiegandovi le motivazioni che mi portano a pensare determinate cose.

Probabilmente adesso intuirete l’assenza di un articolo dedicato alla prima espansione ma semplicemente l’ho trovato un contenuto che allunga soltanto la durata di un gioco già longevo di suo, quindi ho preferito dare spazio a un contenuto aggiuntivo più interessante che meritava di essere discusso, la modalità Discovery Tour.

Con questo non voglio sminuire la presenza dell’espansione “Gli Occulti” perché l’ho trovata un’esperienza che potesse dare al giocatore altre informazioni sul nostro assassino, a distanza di diversi anni dalla compagna principale.

Sotto quel punto di vista mi è piaciuto molto vedere un Bayek privo di un sentimento di vendetta per vederlo muovere i “primi passi” in una confraternita con delle regole non ancora stabilite.

Bayek si è dimostrato un personaggio col quale non ho avuto problemi a immedesimarmi con il tempo e continuando a seguirlo nelle sue battaglie ho potuto affezionarmici del tutto.

Ma in questo articolo non parleremo del gioco in sé, ma nel particolare dell’espansione “La Maledizione dei Faraoni” e dell’aggiunta del new game plus.

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Premettiamo che io sono stata una di quelle bambine che è cresciuta a videogiochi e documentari sui dinosauri e sull’Antico Egitto a profusione, quindi avevo già un’idea ben precisa di come mi aspettavo dovesse essere questo Assassin’s Creed.

Sono rimasta felicemente sorpresa dal contenuto di questo meraviglioso videogioco. Avere aspettative alte non è sempre facile, specialmente conoscendo il mercato videoludico e gli errori/orrori che è in grado di offrire al suo pubblico.

Ma non è stato il caso di Assassin’s Creed Origins.

Nel dettaglio “La Maledizione dei Faraoni” per me è stata la ciliegina sulla torta migliore che abbia mai assaggiato dal mio pasticcere di fiducia.

Ed ecco il “fanboyismo” che cerca di addentrarsi insistentemente nel mio pensiero, ma tornando seri trovo che sia il contenuto che mancava nell’insieme del titolo.
Non perché aggiunga qualcosa in più sul personaggio ma per la mia visione idealizzata di un Egitto intriso di magia e mistero.

Quando in Assassin’s Creed Revelations soltanto aver nominato il nome di Vlad Tepes o l’espansione di Jack lo Squartatore in Syndicate mi fecero scalpitare anche, in questo caso sono rimasta particolarmente emozionata.

L’atmosfera non è diversa da quella del contenuto principale ma quello che la rende emozionante è ciò che sta sotto terra. I gloriosi Faraoni d’Egitto, ormai solo un ricordo, tornano dai loro troni per rivendicare l’eterno riposo.

Come premessa non è già eccitante di suo?

Il giocatore è spinto ad addentrarsi in dimensioni oniriche tra i Campi dei Giunchi fino alla Duat stessa, e aprendo le porte di questi regni sotterranei si scopre la meraviglia di un popolo e delle sue credenze.

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La caratterizzazione dei Faraoni e delle loro aree è incredibilmente suggestiva e ti trascinano immediatamente in quelle atmosfere magiche. Stessa cosa non si può dire per quanto riguarda la mappa centrale che non ha nulla di particolarmente iconico.

Vedete? Riesco ad essere critica quando mi concentro.

E continuando la critica mi aspettavo qualcosa di più spettacolare che chiudesse il cerchio della trama di questo Assassin’s Creed. Ah, ovviamente ignorando le parti di gameplay al di fuori dell’Animus che sono state completamente dimenticate per ovvi motivi, credo.

Adesso passiamo al tanto discusso new game plus.
In merito a questo argomento il mio grado di competenza è quello legato alla saga dei Soulsborne, però vorrei darvi comunque la mia opinione.

La possibilità di ricominciare il gioco partendo con lo stesso livello ed equipaggiamenti che si aveva nella precedente run, è sicuramente una meccanica interessante da aggiungere in un Assassin’s Creed, se non fosse che non è stata assolutamente curata.

C’ho che mi aspettavo era una semplice run, con gli stessi equipaggiamenti e livelli della partita conclusa, ma con un semplice upgrade del mondo di gioco da parte dell’intera unità del titolo.

Invece quello che è stato modificato effettivamente della partita in new game plus è stato solamente il livello dei nemici posti per le aree di gioco. Nulla di più nulla di meno.

I nemici delle missioni sia secondarie che principali sono rimasti dello stesso livello come se avessi iniziato una partita da zero. Io non so se effettivamente sia una meccanica corretta in questo modo, ma a me dopo 6 ore di gioco mi è sembrato un lavoro incompleto.

La Maledizione dei Faraoni

Cosa ne pensate voi di questa ultima espansione? Ne siete rimasti affascinati come me? Che cosa ne pensate dell’illustrazione che ho realizzato per la copertina?
Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Assassin’s Creed e la nuova modalità Discovery Tour.

Per tutti gli amanti della storia questa modalità può essere solo un spettacolo visivamente emozionante e culturalmente unico.

Anche io sono finalmente riuscita a provare questa tanto discussa modalità Discovery Tour che mi ha lasciata felicemente emozionata.

Come amante della storia non può che non essere un’esperienza interessante ma dal lato videoludico apprezzo veramente molto questo progetto che Ubisoft ha lanciato anche per chi non dovesse una copia del gioco.

I videogiochi la maggior parte delle volte vengono letti come uno strumento negativo, ma in realtà può essere una modalità più accattivante per condividere passioni, cultura e divertimento.

Ma in cosa consiste questa modalità?

Il Discovery Tour è una modalità che permette ai giocatori di percorrere liberamente tutto l’Egitto per scoprire particolari della sua storia e della vita quotidiana dei suoi abitanti grazie a visite guidate curate da storici ed egittologi.

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Privo di combattimenti e classiche dinamiche di gioco così che tutti possano scoprire l’Antico Egitto comodamente, senza la paura che un coccodrillo ti possa azzannare.

Una volta fatto partire il Tour si può selezionare una visita guidata dalla mappa dell’Egitto o da un elenco di visite guidate elencate per argomento, accedendo alla mappa e all’elenco tramite le schede Mappa e Visita guidata nel menu Discovery Tour.

E’ molto semplice e intuitivo.

Ma volete sapere la cosa che mi ha sorpresa di più?

E’ stata la possibilità di selezionare qualsiasi avatar volessi per esplorare la mappa di gioco.

Gli avatar accessibili sono naturalmente Bayek e Aya, ma anche Cleopatra e Giulio Cesare. Senza contare i personaggi secondari della compagna principale del gioco completo e figure come sacerdoti, mercanti o normali cittadini dell’epoca.

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Per iniziare la visita guidata vi basterà seguire la linea dorata per terra. Una volta terminata la sezione di giuda con una traccia audio ci saranno più informazioni su ciò di cui sta parlando il commento premendo il comando mostrato sullo schermo.

Io ancora non l’ho terminato, ma sicuramente è un progetto che vi consiglio di vivere con passione e apprezzamento per chi ci ha lavorato.

Cosa ne pensate di questo Discovery Tour? Lo proverete? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

Un remake non è necessariamente una cosa negativa.

Dopo moltissime critiche ma altrettanti commenti positivi vi parlo anche io di uno dei videogiochi tra i più sentiti che abbia mai vissuto, Shadow of the Colossus.

Dopo l’ultima pubblicazione del Team IcoThe Last Guardian, credevo che non se ne sarebbe parlato per molto tempo di questo team iconico. Adesso anche se indirettamente il loro lavoro viene contestato e amato per una commissione veramente sentita.

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Se dovessimo metterci a parlare della parte più commerciale del titolo, e del successivo remake, sarebbe obbligatorio apprezzare lo sforzo che Sony sta mettendo nello spianare la strada a possibili retro compatibilità della sua successiva console.

Tutto ci porta a credere a questa manovra, ma di certo sappiamo che il mercato sarebbe istantaneamente abbattuto se così non fosse, quindi mi piace credere che sarà così.

Tornando al fulcro della discussione vorrei introdurre, a chi non conosce il gioco, l’importanza di questo titolo.

Sviluppato nel 2005 dal Team Ico questo progetto decisamente poco ambizioso e impopolare fa breccia nel mio cuore già dai primi istanti di gioco perché caratterizzato da un lavoro minimale e da forti silenzi seguiti da molti dubbi, dubbi che solo relativamente di recente ho avuto modo di dissipare. Un’avventura dinamica pregna di significati e di incomprensioni che affascinano il giocatore che si addentra nella forbidden land, o meglio ancora l’area di gioco.

Un gioco che disorienta e che lascia il giocatore completamente in balia degli eventi scatenati da una missione eroica spinta da Wander, un giovane che dall’aspetto e dai suoi atteggiamenti non dà l’idea di essere un cavaliere ma sicuramente dimostra di avere coraggio da vendere quando affronta i colossi.

Ciò che mi ha affascinata particolarmente oltre è all’ambientazione, le voci riecheggianti dei Dormin, la musica evocativa, la figura fredda della giovane Mono o l’espressione decisa di Wander ma i dettagli non svelati e i continui silenzi e ovviamente come dimenticare lo stupore dopo aver abbattuto il primo colosso e quella musica triste, come se effettivamente non avessimo compiuto un opera eroica.

Tutto questo è Shadow of the Colossus. Un opera autoriale unica come pure Ico e The Last Guardian, entrambi titoli che toccano corde del mio subconscio mai sfiorate prima.

Quando seppi del remake all’E3 2017 mi sembra inutile sottolineare la mia eccitazione nel risentire quelle musiche e nel rivedere i colossi e Wander con quella risoluzione.

Ma cosa penso effettivamente di questo remake?

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Non giocandoci da più di un decennio dovetti andare a recuperare diverse cose tramite YouTube, ma posso dire che in quanto remake non mi aspettavo nulla di meno e nulla di più.

Una cosa posso dirla con certezza, hanno curato ogni dettaglio possibile con la massimo considerazione per il titolo come i comandi resi più intuitivi trasformando per esempio il triangolo in per il salto, la regia con diverse inquadrature, il doppiaggio, il cambiamento nell’aspetto di Wander e le sue espressioni, le voci dei Dormin, il crollo delle statue dei colossi nel tempio, e potrei proseguire ancora.

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Tutti dettagli che posso dire essere stati il fulcro di una commissione ben riuscita.

Essendo un remake e non una remaster non penso susciterà mai le stesse emozioni, come è successo per me, ma sicuramente è un dono che per noi giocatori ha un enorme valore simbolico.

Voi conoscete i lavori del Team Ico? Proverete il remake? Fatemelo sapere in un commento qui sotto.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.