Assassin’s Creed Origins: La Maledizione dei Faraoni.

La Ubisoft ha rilasciato anche l’ultimo contenuto scaricabile, che dopo l’espansione “Gli Occulti”, aveva portato un leggero calo di interesse. Ma con quest’ultima la situazione è cambiata!

Questo articolo probabilmente avrà delle inclinazioni al “fanboyismo”, allungatemi il termine, ma cercherò di darvi anche un contenuto il più possibilmente oggettivo spiegandovi le motivazioni che mi portano a pensare determinate cose.

Probabilmente adesso intuirete l’assenza di un articolo dedicato alla prima espansione ma semplicemente l’ho trovato un contenuto che allunga soltanto la durata di un gioco già longevo di suo, quindi ho preferito dare spazio a un contenuto aggiuntivo più interessante che meritava di essere discusso, la modalità Discovery Tour.

Con questo non voglio sminuire la presenza dell’espansione “Gli Occulti” perché l’ho trovata un’esperienza che potesse dare al giocatore altre informazioni sul nostro assassino, a distanza di diversi anni dalla compagna principale.

Sotto quel punto di vista mi è piaciuto molto vedere un Bayek privo di un sentimento di vendetta per vederlo muovere i “primi passi” in una confraternita con delle regole non ancora stabilite.

Bayek si è dimostrato un personaggio col quale non ho avuto problemi a immedesimarmi con il tempo e continuando a seguirlo nelle sue battaglie ho potuto affezionarmici del tutto.

Ma in questo articolo non parleremo del gioco in sé, ma nel particolare dell’espansione “La Maledizione dei Faraoni” e dell’aggiunta del new game plus.

assassins-creed-origins-nefertiti-battle

Premettiamo che io sono stata una di quelle bambine che è cresciuta a videogiochi e documentari sui dinosauri e sull’Antico Egitto a profusione, quindi avevo già un’idea ben precisa di come mi aspettavo dovesse essere questo Assassin’s Creed.

Sono rimasta felicemente sorpresa dal contenuto di questo meraviglioso videogioco. Avere aspettative alte non è sempre facile, specialmente conoscendo il mercato videoludico e gli errori/orrori che è in grado di offrire al suo pubblico.

Ma non è stato il caso di Assassin’s Creed Origins.

Nel dettaglio “La Maledizione dei Faraoni” per me è stata la ciliegina sulla torta migliore che abbia mai assaggiato dal mio pasticcere di fiducia.

Ed ecco il “fanboyismo” che cerca di addentrarsi insistentemente nel mio pensiero, ma tornando seri trovo che sia il contenuto che mancava nell’insieme del titolo.
Non perché aggiunga qualcosa in più sul personaggio ma per la mia visione idealizzata di un Egitto intriso di magia e mistero.

Quando in Assassin’s Creed Revelations soltanto aver nominato il nome di Vlad Tepes o l’espansione di Jack lo Squartatore in Syndicate mi fecero scalpitare anche, in questo caso sono rimasta particolarmente emozionata.

L’atmosfera non è diversa da quella del contenuto principale ma quello che la rende emozionante è ciò che sta sotto terra. I gloriosi Faraoni d’Egitto, ormai solo un ricordo, tornano dai loro troni per rivendicare l’eterno riposo.

Come premessa non è già eccitante di suo?

Il giocatore è spinto ad addentrarsi in dimensioni oniriche tra i Campi dei Giunchi fino alla Duat stessa, e aprendo le porte di questi regni sotterranei si scopre la meraviglia di un popolo e delle sue credenze.

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La caratterizzazione dei Faraoni e delle loro aree è incredibilmente suggestiva e ti trascinano immediatamente in quelle atmosfere magiche. Stessa cosa non si può dire per quanto riguarda la mappa centrale che non ha nulla di particolarmente iconico.

Vedete? Riesco ad essere critica quando mi concentro.

E continuando la critica mi aspettavo qualcosa di più spettacolare che chiudesse il cerchio della trama di questo Assassin’s Creed. Ah, ovviamente ignorando le parti di gameplay al di fuori dell’Animus che sono state completamente dimenticate per ovvi motivi, credo.

Adesso passiamo al tanto discusso new game plus.
In merito a questo argomento il mio grado di competenza è quello legato alla saga dei Soulsborne, però vorrei darvi comunque la mia opinione.

La possibilità di ricominciare il gioco partendo con lo stesso livello ed equipaggiamenti che si aveva nella precedente run, è sicuramente una meccanica interessante da aggiungere in un Assassin’s Creed, se non fosse che non è stata assolutamente curata.

C’ho che mi aspettavo era una semplice run, con gli stessi equipaggiamenti e livelli della partita conclusa, ma con un semplice upgrade del mondo di gioco da parte dell’intera unità del titolo.

Invece quello che è stato modificato effettivamente della partita in new game plus è stato solamente il livello dei nemici posti per le aree di gioco. Nulla di più nulla di meno.

I nemici delle missioni sia secondarie che principali sono rimasti dello stesso livello come se avessi iniziato una partita da zero. Io non so se effettivamente sia una meccanica corretta in questo modo, ma a me dopo 6 ore di gioco mi è sembrato un lavoro incompleto.

La Maledizione dei Faraoni

Cosa ne pensate voi di questa ultima espansione? Ne siete rimasti affascinati come me? Che cosa ne pensate dell’illustrazione che ho realizzato per la copertina?
Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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4 thoughts on “Assassin’s Creed Origins: La Maledizione dei Faraoni.

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