Il Generale della Cultura.

Mercoledì 10 Gennaio 2018 ho avuto l’opportunità di presenziare a un evento organizzato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nei meravigliosi Musei Capitolini e oggi vorrei condividere questa esperienza con voi.

Fin da piccola sono sempre stata rispettosa nei riguardi delle opere d’arte, ammaliata non soltanto dalla loro bellezza ma anche dal peso storico, non potevo nemmeno immaginare l’organizzazione e senza dubbio la passione che seguono coloro che lavorano nei Beni Culturali.

Abitando in una città come Roma il mio fascino per la storia è sempre stato costantemente alimentato anche certamente dai miei studi artistici che dal terzo anno di liceo sono passati ai Beni Culturali.

Quindi ricevendo un tale invito mi sono sentita nostalgica nei riguardi di quelli che sono stati anni indimenticabili a stretto contatto con l’arte.

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Ad accoglierci all’entrata dei Musei Capitolini fu Giuseppe Lepore il Presidente del Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, un caro e vecchio amico di mia nonna.

Nelle stanze riecheggiava il nome di Roberto Conforti, un nome che nei Beni Culturali è ormai un icona di dignità, integrità, entusiasmo, responsibilità e considerato Gentiluomo di altri tempi.

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E’ stato chiaro fin da subito che quell’evento era volto a dimostrare e sottolineare una mostra di legalità e il costante combattimento dei carabinieri che con ogni mezzo e con la massima disciplina difendono il patrimonio artistico.

E’ stata una divulgazione di un messaggio di difesa volto a tutelare e a valorizzare quello che rende unica non soltanto Roma ma tutta l’Italia.

Ma questo evento non trattò soltanto di opere recuperate che andranno esposte alla Reggia di Caserta con annessa mostra, fu anche un’iniziativa per rendere omaggio ormai allo scomparso Generale Conforti che ci ha lasciati lo scorso Luglio.

Un uomo che non lavorò per l’arte ma che creò un vero e proprio organo moderno e operativo volto alla protezione della suddetta. Costantemente aggiornato tramite database creando una comunicazione internazionale volta a piantare le fondamenta per una cultura della restituzione, unendo non soltanto l’Italia ma anche l’Europa.

E dopo queste parole emozionanti e incoraggianti per il futuro del recupero delle opere artistiche la vedova di Conforti lascia un ultimo toccante ricordo del suo carabiniere.

Raccontarvi questa esperienza per me è molto importante perché anche se non offro un solo punto di riferimento su un determinato argomento sono comunque una persona con molte sfaccettature e voglio condividere con i miei utenti ognuno di queste come flussi di coscienza unici e importanti.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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