Dior a Parigi celebra Niki de Saint Phalle.

La nuova collezione di Maria Grazia Chiuri dedicata all’artista franco-americana sfoggia uno stile stravagante, eccentrica e ribelle.

Tutti in prima fila per la sfilata dell’estate 2018 di Dior per la nuova collezione disegnata da Maria Grazia Chiuri primo direttore creativo donna della celebre maison che quest’anno festeggia 70 anni.

Dior apre la Fashion Week parigina con uno stile dedicato a noi donne, e chiude le collezioni per l’estate 2018 che sono già passate per New York, Londra e Milano.

Una collezione che tocca la realtà l’utopia che non può non coinvolgere Maria Grazia Chiuri, che torna a parlare di femminile e di femminismo tramite una collezione ispirata alla ribellione, alla fragilità, al talento artistico e alla sfrenata energia dell’artista Niki de Saint Phalle, unica donna del Nouveau Realisme, che da giovane era stata anche modella per Life e Vogue, poi regista e scultrice.

Una donna con una sensibilità artistica che si accosta alla perfezione alla maison.

La location per la sfilata è stato il tendone piazzato dentro il giardino del Museo Rodinil. Ricostruendo una di quelle opere dove Niki stessa abitava, tra cemento e specchi frantumati, la passerella viene percorsa da ragazze provocanti nelle gonne plissé di tulle trasparente nero e giallo, nero e fuxia, nero e arancio, aperte sulle gambe sotto tutine mini effetto mosaico, con abiti da fiaba con tanto di mostro ricamato sul seno.

L’artista franco-americana, donna ispiratrice e moderna, amava lo stile di Dior e nell’archivio della maison, si ritrovano molte lettere e foto scambiate con Marc Bohan, direttore artistico della maison dopo Yves Saint Laurent, che testimoniano di un’amicizia e di un legame con l’eleganza.

Una sfilata che vuole suggerire anche alle donne di oggi, specie alle giovani, di vestirsi in un modo artistico, con una maglia di lana infeltrita che sembra una tavolozza di colori, con gonnelloni denim un pò hippie a stampe d’arte per quella bambina un pò ribelle che fatica a crescere e che vive nell’animo di tante donne.

Chiuri riflette e racconta: “Cambiano le linee degli abiti perché cambiano le donne, non viceversa. La moda non può essere solo tendenza. E se oggi le donne sono cambiate a noi stilisti il compito di cambiare la moda. La rivoluzione l’hanno fatta le donne non gli stilisti. Se sono cambiate i designer si devono adeguare. Dobbiamo combattere contro idee preconcette, quelle che siano gli altri a farci cambiare. E Niki dimostra che il genio non è solo maschile! E che nella vita ognuna deve giocarsi le sue carte”.

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Sinceramente ho sempre apprezzato la linea di coscienza che ha intrapreso Maria Grazie Chiuri, anche se non sono femminista. Sono convinta che la sua ispirazione venga da cosa piace alle donne di oggi, non quelle di ieri o di domani. E anche se questo può suonarvi scontato, è importante per la moda”seguire le donne”.

Come sempre spero che questo articolo vi sia piaciuto, a presto.

G.

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